Monthly Archive for aprile, 2008

Cacografia

Scrivere è sempre stato un problema per me. E se dico sempre vuol dire sempre, ovvero dal primo giorno di prima elementare quando non riuscivo a fare le stanghettine precise come quelle della mia compagna di banco Pamela. La maestra mostrava spesso il mio quaderno quale esempio da non imitare a tutta la classe e saranno state migliaia le persone che m’hanno fatto notare d’avere una cacografia.

Scruoppi

La prof di latino pittorescamente la definiva “scruoppi nturciniati” e quella di filosofia è ancora convinta che ho origini egiziane dato il mio naso e la scrittura geroglifica (mischina, non c’era molto con la testa). Ma non è soltanto una questione di grafia (cosa che ho risolto brillantemente con l’uso del pc, dove segno pure la lista della spesa): faccio sforzi immani a trasformare i pensieri in un discorso ordinato e corretto. Anche questo da sempre: il tema di italiano era per me un dramma, la prima ora e mezza (delle due) la passavo ad angosciarmi e sudare davanti a quel foglio terribilmente bianco mentre tutti intorno a me vomitavano fiumi di parole (brrr), e alla consegna ero stanca come una partoriente. Ecco, questo è scrivere per me: un parto con complicazioni. Proprio in questi giorni rivivo quel senso di impotente frustrazione che mi pigliava davanti al foglio usobollo (uau non usavo questo termine da un sacco! Ma che differenza c’è tra foglio usobollo e protocollo!?), solo che stavolta ci convivo notte e giorno, e questo grazie a quella maledetta tesi che stenta a prendere forma (dalla serie: scrivo una pagina ne cancello tre). E poi anche questo blog, suvvia è ridicolo!! Ma che vi devo dire, bisogna accettare i propri limiti, magari sono portata per qualcos’altro tipo… mmm… ah! Si, faccio ridere la gente!

Folletta

[Attenzione, mi trovano buffa, non spiritosa (che sarebbe pure un complimento).] Peccato che oggi come oggi i giullari di corte hanno meno possibilità dei filosofi di trovare lavoro. [Ok il Nostro Presidente del Consiglio (di nuovo miodddiooo) fa eccezione.]

Per Ilenia

Che si può fare per amicizia?
Si può prendere la propria vita e congelarla per una quindicina di giorni dedicandosi alle faccende e ai pensieri più disparati che mai e poi mai immaginavi di poter fare. Bene, questo è quello che è successo a me nelle ultime due settimane :
ho colorato milioni di chicchi di riso con la carta crespa e li ho garbatamente (più o meno) attaccati sopra due puffi di cartone incollandomi indelebilmente le dita;
ho speso una fortuna a palloncini;
ho importunato gente per strada filmando le loro reazioni;
ho ripreso [con una telecamera non mia (rischiando quindi la decapitazione in caso di danni)] le performance di una giornalista improvvisata (brava però!);
ho disegnato e colorato buffi fumetti;
ho montato filmati fino alle due di notte;
ho recitato la parte di una ottantenne imbranata perdendo la dignità;
ho portato scarpe col tacco per una serata intera compromettendo (forse per sempre) il mio piede sinistro;
ho pianto durante l’incontro fra gli sposi (io che detesto i matrimoni e tutto quello che ci sta attorno).
Ansia torpore mentale sonno e fame mi hanno fedelmente accompagnato per tutti questi giorni.

Io e Ilenia

Tutto questo per lei, la mia grande amica, garante del mio equilibrio mentale, sufficiente (lei sola) a farmi riconquistare (per un attimo) fiducia nel genere umano. E adesso che ha realizzato il suo grande sogno se n’è andata (bastarda Sicilia con le sue offerte di lavoro inesistenti).
In queste due settimane ho quindi perso un’amica, qualche chilo e qualche anno di vita ma ho guadagnato un paio di consapevolezze:
non ho nessuna capacità organizzativa, non riesco a fare più cose contemporaneamente, non riesco a superare le situazioni stressanti, so solo sguazzarci dentro masochisticamente.
In una sola parola non sono adatta a vivere in un mondo fatto di aziende marketing leader e prestazioni performanti… che ne sarà di me!!