L’Assurdo

Sono pazza. Alterno momenti di totale disperazione in cui percepisco la presenza ingombrante del nulla cosmico sulla mia faccia a momenti di iperattività immaginativa in cui questo nulla cosmico scompare per dar posto a un sacco di mini-tutto brulicanti. Per essere più comprensibile: passo da momenti di profonda depressione in cui penso (forse realizzo) di non riuscire a concludere più nulla nella mia vita e di trascinarmi in una esistenza misera e priva di senso fino alla morte, a momenti di eccitazione patologica in cui immagino per me milioni di possibili significati che la mia vita prenderà da domani in poi. Ma scendiamo ancora un po’ il livello di astrazione linguistica: un giorno mi deprimo pensando che nei prossimi mesi (e forse pure anni) le uniche attività che mi impegneranno saranno lavoretti frustranti che spaziano dalle lezioni private alle pulizie degli uffici; il giorno dopo, per tirarmi fuori dallo stato di angoscia comatoso causato dalle riflessioni del giorno prima, sparo duecento propositi e progetti su come posso ridare senso alla mia vita: “…mi piglio un’altra laurea… in lingue orientali, no, in biologia oppure antropologia… mi apro un agriturismo e vivo di natura… vado sulle Alpi e vedo se cercano personale per la tutela dei boschi… mi piglio il master in consulenza filosofica a Venezia…vado in Scandinavia a vendere arancini (ok questa non è proprio mia)… mi trasferisco in Spagna, no in Inghilterra o in America”.

Cosa sta dietro queste turbe mentali? Chiaro come un lago senza fango (così limpido come un cielo d’estate sempre blu): la ricerca di senso. In realtà è un problema vecchio come il mondo, o per meglio dire come l’uomo: strutturare, pianificare, progettare la nostra esistenza è un bisogno viscerale, un’esigenza che si scontra continuamente con una realtà che non ha nessuna intenzione di farsi imbrigliare. E allora? E allora l’Assurdo:

“Il senso dell’assurdo non nasce dal semplice esame di un fatto o di un’impressione, ma scaturisce dal paragone tra uno stato di fatto e una certa realtà, tra un’azione e il mondo che lo supera. L’assurdo è essenzialmente un divorzio… nella fattispecie posso dunque dire che l’Assurdo non è nell’uomo e neppure nel mondo, ma nella loro comune presenza… so ciò che vuole l’uomo e so ciò che gli offre il mondo.” (Da Il mito di Sisifo, di Camus).

Gerlst - Autoritratto

Il fatto è che il matrimonio fra me e il mondo (o almeno l’apparente connubio), il progetto che avrebbe dato senso alla mia vita, io c’è l’avevo: l’insegnamento. Ok, per molti di voi è un disegno misero ma a me andava a genio; immaginavo un’esistenza tranquilla da insegnante di filosofia che in mezzo a qualche difficoltà (quale mestiere ne è immune?) si pigliava pure le sue soddisfazioni, e il pomeriggio, tornando a casa (dato che avrebbe avuto un’abitazione di una stanza e zero figli), aveva pure il tempo di dedicarsi ai suoi studi. Nel giro di pochi mesi questo confortante progettino s’è totalmente disintegrato: prima la chiusura delle permanenti, poi della Sissis, poi i tagli all’istruzione di Prodi e di Berlusconi – per non parlare delle ultime parole di Bossi sugli insegnanti del meridione e i progetti della Gelmini che danno il colpo di grazia all’agonizzante scuola italiana. Ma bisogna essere comprensivi, le hanno dato dell’INCAPACE e lei s’è un attimino risentita: ha così deciso di lasciare il segno nella storia del ministero dell’istruzione stravolgendo la scuola italiana. Il fatto è che essendo veramente INCAPACE ha preso a modello, per le sue innovative riforme, la scuola del ventennio fascista…
E così l’insegnamento è andato, devo reinventarmi l’esistenza… Avete suggerimenti?

This entry was posted in pateticumi and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

10 Responses to L’Assurdo

  1. m.p. says:

    …perchè non provi ad insegnare all’estero?

    ….anzi no, no, se no poi non ci vediamo!!!

  2. ferrigno says:

    Sarebbe bello andare da un preside col curriculum e potergli dire “Che te ne pare? Perché non mi assumi?”

    Eeeh… E dire che in Inghilterra è così.

    PS
    Hai un talento straordinario nel sublimare il tuo diario personale -i tuoi pateticumi :) , in qualcosa di universale. Cristosanto, qualunque cosa decida per il tuo futuro spero che tu non smetta di scrivere.

    In bocca al lupo!

  3. Miryam says:

    Tanto per cominciare il tuo status non è affatto un’anomalìa. Io lo definirei un malessere piuttosto diffuso tra noi giovani senza futuro certo. Bene. Dunque assecondalo se puoi.
    Dopodichè ti suggerisco ciò che ho detto anche a me stessa, alla luce dei fatti ignominiosi da te elencati nel post: avere un piano B per sopperire alla debolezza dei primi intenti.
    Qualcosa che magari sia inerente a ciò he fino a ora ci ha impegnati.
    Facile a dirsi, e non proprio a farsi…
    Sono tempi duri per noi cultori delle belle lettere, ruote di scorta e refugium peccatorum di studenti svogliati (alle prese col penoso doposcuola; a dimostrazione che la scuola non basta da sola).
    Che dirti? Che forse la nostra gioventù sarà tribolata come quella dei nomadi che vagano in cerca di luoghi migliori,e in lotta con la crescente xenofobia.
    Una volta un professore guardandoci disse a me e ai miei colleghi: “Toh, i nuovi clerici vagantes…”.Le palle mi sono rotolate fino a fare bum…Ecce homines…
    Siamo speranzosi(non dico tanto per dire, visto che le crisi stanno attanagliando anche me…Come sarà bello l’anno prossimo compilare quelle belle domandine…per dove? Ci sono tanti bei casini sulla mobilità…tra le altre delizie del mestiere).
    Se ci vediamo magari chiacchieriamo un po’.
    A presto!

  4. kronakus says:

    Anche io ho il mio piano b.
    Ma al di là di questo, prendi quei momenti in cui fantastichi sul da farsi. Tienili stretti. Sono il tuo tesoro, almeno per ora.

  5. gafly says:

    Ripulisciti dalla brina primizia
    La congestione non aiuta le dimore di saggezza
    E non è facile volare
    con tra i capelli il vento di fissi pensieri

  6. Valentina says:

    m.p.: dai, casomai ti porto con me, anche tu potresti fare fortuna all’estero, e scapperesti da questo gretto ambiente provinciale!

    ferrigno:

    Eeeh… E dire che in Inghilterra è così.

    sigh.
    penso che incornicerò il tuo ps :-)

    Miryam: le tue parole sono sempre di gran conforto, come si dice mal comune mezzo gaudio…dobbiamo inventarci qualcosa, altrimenti sai come finirà? Compenseremo il senso di vuoto diventando casalinghe riniscifigghi!!! 8O
    kronakus: hai ragione, l’unica è campare di speranze (illusioni).

    Galfy: ok, allora mi lavo i capelli dai fissi pensieri e voliamo in Scandinavia :-)

  7. Miryam says:

    Banana!!! Tutto tranne quello….!!!! Mi faccio camionista, mi faccio… il temperamento ce l’ho.
    Un abbraccio;-) e per una settimana stacca i mali pinseri!

  8. gafly says:

    Ma l’idea degli arancini in Scandinavia era mia?
    In ogni caso troppo freddo…
    Cmq l’idea dell’agriturismo la coltivo sempre ;)

  9. :D says:

    …allora no ricerca del senso…ma solo ricerca del lavoro!
    qualche volta con le parole ci complichiamo inutilmente la vita…

  10. Valentina says:

    No no, non è solo ricerca di un lavoro. Per quello basterebbe farmi un giro in centro: cercano un sacco di “apprendista commessa”. E no no, non ci complichiamo inutilmente la vita: la vita È complicata.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.