Decresco

La mia ultima lettura serale è stata il Breve trattato sulla decrescita serena di Serge Latouche.
Serge, attraverso un linguaggio un po’ retorico (non mancano termini come “Megamacchina” per indicare il sistema capitalistico o espressioni del tipo: “bisogna sconfiggere il totalitarismo economicista, sviluppista e progressista”), mi annuncia che da qualche anno esiste un movimento per la decrescita che propone uno stile di vita al di fuori della mentalità della crescita a tutti i costi e dell’esasperata ricerca di profitto (soddi) in ogni dove.
Chi sostiene la decrescita ha in mente una società dove si vive meglio perché si lavora meno e si consuma meno. Un mondo fatato dove ogni uomo è libero di gestire il proprio tempo in maniera autonoma lavorando solo ed esclusivamente per la realizzazione di sé; dove i consumi sono ridotti all’indispensabile perché nessuna pubblicità crea bisogni fittizi e insaziabili e buona parte di ciò che serve viene prodotto in casa, senza spese; dove si recupera il rapporto con la terra e si ritrova il piacere di stare assieme, di costruire assieme, di scambiare, e dove è possibile contare sull’aiuto del vicino come ai tempi delle nonne. Insomma la società auspicata dalla decrescita (e anche da me) è quella di David gnomo.

davidgnomo

E così tutto torna: la mia smania bio-eco-sostenibile di una vita semplice e schietta non è altro che la razionalizzazione di un mio desiderio infantile represso dal contatto con la società capitalista, il desidero di far parte del meraviglioso mondo di David.

Latouche è ben speranzoso, e pensa che per realizzare il progetto basti convincere i capi di stato dell’Occidente ad uscire dalla mentalità produttivista (mentalità nata assieme all’occidente e che ne costituisce la sostanza prima). E poi cambiare la testa di qualche miliardo di persone convincendole che maniare ((Avere tra le mani, maneggiare.)) più soldi non significa essere persone migliori.
Io invece che sono pessimista (dato che un altro cartone che ha caratterizzato la mia infanzia è Sara, una bambina a cui ne combinavano di tutti i colori) sono certa che il mondo folletto della decrescita resterà per sempre solo un mondo folletto. In alternativa al progetto megalomane di Latouche vi propongo la formazione di una comune dove rifugiarci dall’orrore del mondo seguendo i dettami di David gnomo, ma di questo parleremo l’anno prossimo con più calma; per adesso sorbitevi i miei auguri di natale in puro stile decrescita.

rilassatevi

(Aggiungo pure un regalino: “Wardi Queen” dei Radio Dervish, canzone che contiene, nei suoi 2 minuti e 22, tutta la tristezza e la speranza del mondo.)

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28 risposte a Decresco

  1. Tommy David scrive:

    Nota per i lettori cuttigghiari: questo è uno degli argomenti sui quali non bisticciamo. Non ci sarebbe dialogo, ahinoi. :-P

  2. Tommy David scrive:

    A proposito, leggi(amo) questo.

  3. ferrigno scrive:

    Il problema è che sembra che sia la rovina assoluta quando si prevede una crescita di appena l’1,8%: il fantasma della recessione! gli altri stati crescono del 3%! La cina cresce del 10%!

  4. Cateno scrive:

    Ma sapevi che in realtà David gnomo di cognome fa Dell’Ombra? :-O

  5. Triad scrive:

    Grazie Cateno! Secoli di duro lavoro per nascondere la mia identità buttati al vento così, in un commento…
    Belle tesi quelle di Latouche, ma concordo con le conclusioni di Ossidia.

  6. Ossidia scrive:

    Cavolo! Ho avuto la mia guida spirituale vicino senza accorgermene! Dovevo capire tutto dalla gnomesca danza della scopa (e della paletta). Comunque (Triad) se concordi con le mie conclusioni ti va bene pure la comune giusto? Tu, manco a dirlo, sarai investito del titolo di Maestro.
    @Ferrigno: il fantasma della recessione fa comodo, ci si può nascondere dietro l’incompetenza del governo.

  7. Miryam scrive:

    Saggio post e sagge conclusioni. La storia ci insegna che è impossibile metter freno a certe realtà ormai consolidate. Ci vorrebbe una nuova era alla Kenshiro…per ricominciare da zero.

    Splendido il pezzo di buon Natale!Malinconica melodia dal gusto antico.
    Un abbraccio;-)

  8. Antonio scrive:

    Molto interessante il tuo post, Ossidia, come indispensabile si presenta la lettura consigliata da Tommy. Ad ogni modo io rimango pessimista. Anzi mi sa che dobbiamo prepararci ad un’epoca di guerre combattutte per far crescere il PIL, un po’ come dopo il ’29.
    Ps.: ciò non toglie che io non sia d’accordo con le vostre proposte di comuni e simili iniziative: almeno ci costruiremmo un’isola felice.

  9. Triad scrive:

    Certo, cara Ossidia: lo sai! Accetto poi il ruolo con modestia e onestà! :-)
    Ho apprezzato il riferimento di Miryam allo scenario di Kenshiro che, accostato al crack del 29 citato da Antonio, si delinea sempre più possibile ai miei occhi. Auspicabile no, ma possibile.

  10. Antonio scrive:

    Scusate la mia ignoranza. Io lo dico sempre a Triad che sono ignorante, benchè egli s ostini a non credermi. Ma di che si tratta quando si parla di epoca di Kenshiro? Credo che potrebbe essere qualcosa che mi potrebbe inetressare. Mi sono sempre vantato di conoscere almeno la storia e pur tuttavia ora mi trovo costretto ad umiliarmi anche in questo campo. Attendo dotte indicazioni. Anche un link, se non chiedo troppo.

  11. Miryam scrive:

    Tempi duri ci attendono, dobbiamo esser pronti a qualsiasi evenienza.
    E nonostante i venti contrari,dobbiamo tutti esser propositivi al meglio. Bisogna utilizzare una certa medietà in queste siatuazioni e cioè essere realisti ma con una gran dose di ottimismo.
    Voi che dite?

  12. Miryam scrive:

    @ Antonio
    Mai visto il cartone giapponese dall’ambientazione desolata post-catastrofe? Una generazione è cresciuta con queste pillole di barbarie formato fanciullo…

  13. Antonio scrive:

    Miryam, io sono perfettamente d’accordo quando ci inviti alla medietà: non credo ci sia altra scelta di fronte a situazioni estreme; fermo restando che la nostra medietà non ha niente a che vedere (smentiscimi se sbaglio) con la voglia di rassicurazione propria delle masse che aspirano al quieto vivere. Quanto a Kenshiro, avendo voi parlato di epoca, mi ero allarmato e per un momento mi sono vergognato di essere ignorante anche in storia. Poi, impaziente, non ho atteso le vostre delucidazioni e ho cercato in wikipedia. So di cosa si tratta anche se non ho mai seguito il cartone perchè mio apdre e mio fratello l’avranno visto dall’inizio alla fine almeno quattro volte. Ricordo ancora con timore e tremore certe cose di esso: l’espressione “senza pietà” presente nella canzone d’apertura; la volontà del protagonista di salvare l’umanità non senza sterminare milioni di personaggi; i count down che comparivano in sovraimpressione quando digitava i punti di pressione di un malcapitato (credo che sia questo il linguaggio specifico del cartone, ma se sbaglio correggetemi) a segnalare quanto rimaneva di agonia all’infelice. A ben vedere questa epoca non è lontana, nel duplice senso che non è passato molto tempo da quando abbiamo visto simili atrocità in tv e che dobbiamo attenderci un futuro altrattanto roseo.

  14. Miryam scrive:

    Sì, quel cartone metteva angoscia, ti do ragione.
    Quanto alle prime battute del tuo intervento non hai bisogno di smentita: hai colto benissimo il senso del mio pensiero.
    Vivere senza preoccupazioni è qualcosa di illusorio e persino ipocrita; molti individui sono colpiti da una vera e propria miopia mentale e perseguono la “filosofia” (uso il termine con le pinze…) del “tuttapposto!” (lessicalizzazione novella di una frase ormai inflazionata).
    Niente è al suo posto! e cionondimeno dobbiamo essere risoluti nel nostro piccolo ad escogitare metodi di sopravvivenza e momentanea felicità.

  15. Antonio scrive:

    Sagge parole!

  16. Ossidia scrive:

    Io Kenshiro non lo conoscevo per niente! Guardavo solo cartoni Mediaset ( e l’uomo tigre). Conoscevo per sentito dire Ken il guerriero ma non sapevo nulla dell’ambientazione apocalittica delle sue storie, sarà che non ho fratelli maggiori.
    Sono piuttosto d’accordo con la vostra (di Antonio e Myriam) visione del mondo e penso anch’io che la felicità bisogna guadagnarsela facendo le scelte giuste, e non aspettando che caschi dal cielo. Stavolta però spezzo una lancia in favore della gente comune: cosa significa “vivere senza preoccupazioni è qualcosa di illusorio e perfino ipocrita” chi vive o pensa di vivere senza preoccupazioni? Ci parlate con la gente per strada? E non ci trovo nulla di deprecabile nell’aspirare ad una vita senza affanni, è un’illusione di cui nessuno, a mio pare, può fare a meno.

  17. antonio scrive:

    Lascio a Miryam chiarire il significato autentico delle sue parole, però io, per parte mia, ho visto in esse il rimpovero verso quegli individui che si fanno forti della loro superficialità e che in forza di essa riescono pure a infischiarsene di ciò che accade prima di tutto intorno a loro e talvolta, nei casi più gravi, anche di ciò che accade a loro. Vivere senza preoccupazioni è il primo segno dell’immoralità che consente di fare ciò che più aggrada in dispregio alla sensibilità degli altri.

  18. Tommy David scrive:

    “La decrescita è una necessità. A poco a poco diventerà un sapere di tutti.”

    Così dice Luttazzi in un suo imperdibile post, interessante sotto tutti i punti di vista.

  19. Miryam scrive:

    Voi credete che non esistano individui colmi di falso ottimismo? Non parlo della gente semplice Ossidia. E’ ovvio che la felicità è un diritto sacrosanto, che ricercarla è un instinto sano e sincero.
    Quello che voglio dire è che ci sono uomini immersi nella tracotanza e in un delirio di onnipotenza reale.Antonio, non pensi che ci sia gente del genere?
    Poi magari questi stessi, nel loro intimo, sono pervasi dalle paure e dalle insicurezze più banali, cosa anzi probabilissima.

  20. Miryam scrive:

    Ragà, dimenticavo…Buon Natale…e vi dico una cosa: nonostante tutto io in questo preciso istante mi sento felice! e auguro a tutti una simile insostenibile leggerezza.

  21. Triad scrive:

    Grazie Tommy del link a Luttazzi. Davvero imperdibile. Grazie ad Antonio per le risate su Ken.

  22. Tommy David scrive:

    Per carità, Miryam, dimmi che non hai letto quell’insostenibile romanzo. L’ho finito — forzandomi — proprio la scorsa settimana: troppo kitsch! Certo, qualche spunto si salvava, ma credo sia stato troppo mitizzato…

    Tornando a noi: da incorniciare la sentenza di Antonio:

    Vivere senza preoccupazioni è il primo segno dell’immoralità che consente di fare ciò che più aggrada in dispregio alla sensibilità degli altri.

    (Tra parentesi, la vostra Ossidia, leggendo la citazione di Luttazzi, m’ha personalmente comunicato: “figurati se la gente comune capirà mai la decrescita”. :-D )

  23. antonio scrive:

    Naturalmente mi astengo dal farvi gli auguri di Natale. Miryam, sappi che se io ho una fede incrollabile in qualcosa è quella nell’esistenza delle persone tracotanti e vittime di un delirio di onnipotenza reale. Il fatto poi che questa gente, come tu dici, possa nascondere paure anche per le cose più banali non fa che rendere questi esemplari ancora più miserabili. Però, ad onor del vero credo di conoscere intimamente qualcuno di questi esemplari; almeno stando al giudizio di certi miei insegnanti del liceo che mi accusavano di peccare di ubris, per di più scientemente. Ancor più onestamente, devo confessare che se Tommy o chi per lui, un po’ per celia e un po’ seriamente, mi continuano ad elogiare per un qualsiasi motivo come fanno di questi tempi, finisco per essere vinto da un incontenibile senso di onnipotenza (naturalmente solidamente sostenuto da una serie miserabile di paure e insuperabili insicurezze).
    Ah miseranda umanità!

  24. Ossidia scrive:

    Antonio grazie per questo tuo ultimo intervento: cominciavano a nausearmi questi discorsi su quantofaschifolamassaquantoinvecesiamofichinoi, e tu te ne esci con questa commovente confessione sintomo di grande sensibilità, la mia stima per te non può che aumentare. Ma si, viva le contraddizioni, del resto anch’io (come vi faceva notare Tommy nel commento 22) ho buttato fango sulla stessa gente a favore della quale avevo spezzato una lancia qualche ora prima.

  25. antonio scrive:

    Quasi mi sorprendo a sentirmi dire ancora che mostro un po’ di sensibilità, dopo gli inumani, antiumani e disumanizzanti consigli che di recente ho osato dare nel mio blog. Quasi mi stavo beando dell’idea di poter essere considerato un (auto)escluso dal civile consorzio umano. Ma tutto aiuta a superare questi giorni di abbuffate e non bisogna sottovalutarlo!

  26. Lorenzo scrive:

    Ciao, ho scoperto oggi il blog, anch’io inseguo da tempo il sogno di riuscire a vivere in una casa in campagna dove realizzare i miei piccoli-grandi progetti eco-sostenibili, sentirmi in armonia con la natura per quanto avversa possa essere in certi momenti e ritagliarmi una piccola oasi di silenzi. Vita legata ai cicli naturali, coi tempi più rilassati, con la magia di un ambiente che ti porta a fonderti con il tutto. Sento particolarmente questa scelta e vi stimo per la scelta che portate avanti.

  27. Diego Brisa scrive:

    Il pil oggi lo fa soprattutto la spazzatura, gli imballaggi, i cip6 sugli inceneritori, ecc ecc.
    Decrescita è associata a disoccupazione, mi chiedo perchè, se ad esempio per produrre pannelli solari servono tanti lavoratori e tecnici, mentre per estrarre petrolio bastano pochi servetti per tre o quattro padroni, ecc ecc.
    Come per fare lo yogurt o vendere il latte crudo senza le mutinazionali, servono tanti lavoratori e i soldi non vanno in fumo, in banche ecc ecc . Forse sarà la disinformazione.
    Ammiro i vostri modi di pensare, mi associo. ma a volte mi chiedo in quanti siamo che ci crediamo, vale la pena promuoverli o è meglio arrendersi al volere dei concittadini amanti del nucleare ignari dei disastri che gia sono sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vuole vedere tirandoci tutti dritti dritti nell’auodistruzine deficiente di questo mondo?
    Un po di ottimismo, su …
    Eventualmente posso linkarvi nel mio blog Fonte Live ? (ho conosciuto il vostro blog su Jacopofo.it, sono quello delle scarpe, a proposito vi interessano?) ciao

  28. Triad scrive:

    Finalmente ho visto il sito di Fo: http://www.jacopofo.com/recensione_blog_www.ossidia.it
    Non sono l’unico a pensare che scrivi bene, allora… ‘a intenditor poche parol’.
    Un abbraccio.

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