Sarà che era il giorno più deprimente dell’anno, sarà stata colpa delle coincidenze astrali od ormonali, fatto sta che l’altro giorno ho dato lievemente di testa. Spaccare un piatto (di mia nonna) non mi ha fatto sentire meglio, e non è servito nemmeno spalmarmi su pavimento cercando di regredire allo stadio fetale.

In quel momento scrivere del mio malessere era praticamente impossibile dato che quando l’angoscia è così spessa e grumosa non riesco a scioglierla in parole. Ma per mia fortuna mi ritrovai casualmente ad applicare il mio metodo anti-angoscia utilizzato tante volte per lo studio di materie funeste: lasciare andare la matita, su un foglio di carta, a scarabocchi inconsapevoli. Nella maggior parte dei casi, dai movimenti meccanici della mia mano, escono fuori esserini col male di vivere, ma stavolta le mie creazioni involontarie mi hanno un po’ turbato perché hanno un non so che di lisergico, tant’è che volevo sottoporli alla vostra (sempre gradita) attenzione.

Analizzando a mente lucida il primo, ci vedo il dio Ganesha che accenna un passo dance anni ’70 coronato da una ghirlanda psichedelica.
Il secondo lo lascio a voi perché non ho proprio idea di cosa sia. (So soltanto che è soffice e caramelloso come i marshmallow.)

Alla fine di tutto ciò sorge, spontanea, una domanda: che l’ira e l’angoscia abbiano sul cervello effetti simili a quelli dell’LSD?
A me il primo sembrava più un elefante impiccato, altro che danzerino!
Mah… Io non sarei capace di fare ‘scarabocchi’ del genere manco se mi ci mettessi di impegno…
Il primo mi pare un formichiere (di sesso femminile) che nasce da una conchiglia; ovviamente dipinto dal Botticelli-formichiere.
Il secondo, non so… sembra un fondale marino o la vegetazione di uno strano pianeta disegnato per Topolino.
Personalmente, ho riempito interi quadernetti con questi scarabocchi, i quali nel mio caso risulatano essere incredibilmente catartici, nei (molti) momenti di “ira e angoscia” che mi capitano.
Considero una consolazione non da poco il non sapere esattamente cosa siano le figure prodotte dalla fantasia..forse è la prova che ancora qualcosa di noi può essere salvata.
Un bacio, Ossidia.
p.s_il primo è Il Grillo Parlante (in versione elefante ibrido), il secondo è (forse solo per me) chiaramente un mondo sottomarino. In alto a destra però troneggia un sacchettino con etichetta, cosa c’è dentro?
Grazie per le vostre preziose interpretazioni. Anche per me il secondo ha un non so che di marino, ma non capisco cosa.
@Cateno: se non riesci a fare scarabocchi simili vuol dire che hai l’animo sereno.
@Ophelia: tu invece avrai l’animo turbato quanto il mio (sarà una questione di uteri).
Sarei curiosa di vederli i tuoi disegnini catartici, qual è il soggetto che ti viene fuori più spesso?
Ossidia, credo rimarrai delusa. A riprova (e per la gioia di “qualcuno”) della mia supposta analiticità, i quadernetti in questione sono pieni di incroci di figure geometriche che sembrano uscite dalla penna del peggior Kandinskij. Quadrati,cerchi,linee e punti..insomma roba così
Qualche volte ne metto qualcuno su flickr in tuo onore.
Baci ^_^
Il primo è senz’altro un formichiere dentro una grotta di roccia lavica (a solidificazione immediata a contatto col mare, come ad Acicastello) avente (il formichiere) per orecchie due teste di tartaruga.
Il secondo non saprei
@Ophelia: ma sai che forse la tua supposta analiticità c’entra davvero! Anche gli scarabocchi di Camardi sono geometrici
@Giofilo: più che due teste di tartaruga sembrano due pupazzi dove si infilano le mani, a forma di testa di tartaruga.
Ossidia, ma che notizie mi dai! Così non fai che avallare la tesi di quegli sconci scaricatori di porto..bah..sono depressa, torno ai miei scarabocchi (geometrici).
Kiss ^_^
Maaa, vero, i geometricissimi scarabocchi di Camardi!