La corsa

Giofilo

Giofilo

[caption id="attachment_225" align="alignright" width="150" caption="Antonio"]Antonio[/caption]

Giofilo e Antonio in: chi perde paga il pranzo.

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Subito dopo la partenza: i loro movimenti sono disciplinati e decisi; il busto inclinato in avanti tende verso la meta; le braccia tese e le mani allungate fendono meglio l’aria; le gambe rivelano tutta la loro (sufficiente) potenza muscolare.

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Ma ecco, Antonio sembra perdere concentrazione: i suoi movimenti si scoordinano, la sua faccia comincia a turbarsi; un pensiero nefasto affiora alla sua coscienza “per tutti i Gefunden, non ce la farò!”
Giofilo rimane concentrato sull’obiettivo.

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Antonio realizza la sua sconfitta e un “fanculo” sembra affiorargli sulle labbra.

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Giofilo, certo ormai della sua vittoria, ha un espressione di trionfo rabbioso che vedresti bene sopra la faccia di un gladiatore o un eroe omerico, nel momento in cui infligge il corpo mortale alla sua vittima.

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Antonio getta la spugna, e si concede un mesto sorriso consolatorio.

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L’autocelebrazione con allusioni vagamente volgari

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L’atroce e costosa sconfitta.

9 Responses to “La corsa”


  • … sono senza parole!
    Hai mostrato il peggio dell’uomo quando è spinto dai suoi due impulsi più primordiali e potenti: la fame e l’onore :-D

    Adesso che ho digerito il mio premio, invece, mi resta solo la profonda vergogna per quella penultima foto :-P

    Grazie Ossidia!

  • Noooo! Ahahahahah! Non ce la faccio, troppo ridereee! Ahah!

  • Come Cateno. Muoio…!

  • Perbacco! Un Fotopoemaepico! :D

  • Si noti come la sconfitta sia da attribuire allo scarso impegno di uno dei contendenti. Si osservino bene le foto: alla partenza, come nel corso dell’agone, il corpo di colui che si è sfamato senza pagare è contratto nello sforzo mentre quello dell’Altro è nobilmente disteso definendo i tratti di una figura apollinea turbata solo nell’avvicinarsi della sconfitta per l’evidenziarsi del montare in stolta superbia (diciamo meglio: è legittimo parlare di hybris) del vincitore. Esprimiamoci attingendo all’inesauribile campo dell’immaginale: ancora una volta Ettore soccombe al brutale Achille.

  • Con la sottile differenza che Ettore non era uno sbruffone e volentieri avrebbe evitato la contesa, non aizzatola.

  • Stolido Triad, vuoi forse costringere la figura di Ettore entro i limiti di un soggetto che cristianamente si ritrae dal contendere disprezzando lo spirito agonale? Ricordati che “pro Troia stabat Apollo” e non Cristo: Ettore sapeva di andare incontro alla sconfitta eppure affrontò con dignità l’avversario che lo avrebbe ucciso e che ne avrebbe straziato il corpo. Il conflitto era tutto tanto per Achille quanto per Ettore e il compiacimento dello spettatore di fronte alla sconfitta dell’inerme Ettore non può che appartenere ad uno spettatore cristiano, benchè convertito.
    Questo sì che è argomentare con rigore.

  • Mi permetto di rivendicare la realizzazione tecnico-iconica del fotopoema. ;-)

    @antonio: spiacente, hai peccato di hybris e per ciò sei stato giustamente punito dagli dei. :-P

  • Gianluca (Devil Victor)

    c’è solo una cosa da dire: ahahahahaAHHAHAHAHAHAHAHAHHHHHHHHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAH e ancora AHAHAHAHHAAH!!!!!!!!!!!!!!

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