Monthly Archive for ottobre, 2009

Maria Didìo

Maria Didìo è una vecchina con la faccia tonda e i capelli bianchi bianchi. Quando vado a trovarla mi accoglie sempre con un abbraccio lungo e un po’ stritolante; e io – che ad abbracciare ho qualche difficoltà – mi sono dovuta adeguare, così ogni volta sembriamo una nonna e una nipote che non si vedono da anni:
– oh e chi c’è Simonetta! – pat pat – Sì beda, sei una cosa priziusa com’a ta ma’– pat pat – ti voglio bene, nun si a ma niputi ma ti vuogghiu beni comu na niputi!.

Maria Didìo è una signora molto devota, la sua casa è piena di santuzzi, crocifissi e messali. Nel salotto buono troneggia una bibbia: una di quelle enormi di simil-pelle e finto-oro, con decorazioni kitsch del capolettera. Tutt’attorno ci sono, appuntati su foglietti volanti, i passi che le “consigliano” di leggere, perché la bibbia non si può leggere a caso, altrimenti non si capisce.

1885, Natura morta con Bibbia aperta

E come ogni devota che si rispetti Maria Didìo fa proselitismo. Si impegna parecchio, la sua è quasi una (ossessione) missione; sta’ sicuro che fra le prime dieci parole che rivolge ad un estraneo c’è dio o signuruzzu.
Di seguito uno scorcio di predicozzo:
– Dobbiamo camminare sempre dritti davanti al signore! – occhi in alto – Perché secondo te chi è che ti fa svegliare la mattina?! – occhi dentro ai tuoi occhi – Chi è che ti dà la forza per affrontare i problemi? Chi è che ti dà la salute!!! Eh? Rispondi!– dita che avvinghiano il tuo braccio.

GLORIOSO

Maria Didìo è serena, nonostante il suo tumore, i problemi al fegato di suo marito, e la disoccupazione del figlio sposato con figli. Guardandola verrebbe quasi da pensare che la religione non sia poi così dannosa, ma che anzi porti grandi vantaggi a chi ne fa uso. Maria Didìo vive in un mondo ordinato dove tutto ha un senso, dove c’è una direzione certa ed evidente. È un mondo perfetto, peccato che sia lievemente visionario e anni luce dalla realtà: i medici a cui si affida ciecamente non sono messi lì da dio – come lei crede – ma dal mafioso di turno, c’è una bella differenza.

il dio spaghetto

E allora il dilemma è sempre quello: meglio una ottusa felicità o una spietata consapevolezza?