Maria Didìo

Maria Didìo è una vecchina con la faccia tonda e i capelli bianchi bianchi. Quando vado a trovarla mi accoglie sempre con un abbraccio lungo e un po’ stritolante; e io – che ad abbracciare ho qualche difficoltà – mi sono dovuta adeguare, così ogni volta sembriamo una nonna e una nipote che non si vedono da anni:
– oh e chi c’è Simonetta! – pat pat – Sì beda, sei una cosa priziusa com’a ta ma’– pat pat – ti voglio bene, nun si a ma niputi ma ti vuogghiu beni comu na niputi!.

Maria Didìo è una signora molto devota, la sua casa è piena di santuzzi, crocifissi e messali. Nel salotto buono troneggia una bibbia: una di quelle enormi di simil-pelle e finto-oro, con decorazioni kitsch del capolettera. Tutt’attorno ci sono, appuntati su foglietti volanti, i passi che le “consigliano” di leggere, perché la bibbia non si può leggere a caso, altrimenti non si capisce.

1885, Natura morta con Bibbia aperta

E come ogni devota che si rispetti Maria Didìo fa proselitismo. Si impegna parecchio, la sua è quasi una (ossessione) missione; sta’ sicuro che fra le prime dieci parole che rivolge ad un estraneo c’è dio o signuruzzu.
Di seguito uno scorcio di predicozzo:
– Dobbiamo camminare sempre dritti davanti al signore! – occhi in alto – Perché secondo te chi è che ti fa svegliare la mattina?! – occhi dentro ai tuoi occhi – Chi è che ti dà la forza per affrontare i problemi? Chi è che ti dà la salute!!! Eh? Rispondi!– dita che avvinghiano il tuo braccio.

GLORIOSO

Maria Didìo è serena, nonostante il suo tumore, i problemi al fegato di suo marito, e la disoccupazione del figlio sposato con figli. Guardandola verrebbe quasi da pensare che la religione non sia poi così dannosa, ma che anzi porti grandi vantaggi a chi ne fa uso. Maria Didìo vive in un mondo ordinato dove tutto ha un senso, dove c’è una direzione certa ed evidente. È un mondo perfetto, peccato che sia lievemente visionario e anni luce dalla realtà: i medici a cui si affida ciecamente non sono messi lì da dio – come lei crede – ma dal mafioso di turno, c’è una bella differenza.

il dio spaghetto

E allora il dilemma è sempre quello: meglio una ottusa felicità o una spietata consapevolezza?

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7 Responses to Maria Didìo

  1. Tommy David says:

    Devi ancora chiedergli dov’è che la bibbia parla di matrimonio. E se malauguratamente ti citasse questo, o addirittura questo (dal 22 in poi, cosa della quale dubito enormemente), rispondi che non è parola di Dio, ma di quell’epilettico ossessionato di Paolo!

  2. Ossidia says:

    Non posso contraddirla, e a volte credimi mi trattengo a stento, sarebbe come sparare sulla croce rossa! Potrebbe comunque replicare, se ne fosse capace, che è Dio a parlare per bocca di Paolo.

  3. Cateno says:

    Ma a Tommy non glielo porti mai dalla signora? Potrebbe aiutarla ad “acchianari a spisa”! :-P

  4. Tommy David says:

    Uhm. Chissà se mi prenderebbe per Gesù o per Satana, in base all’aspetto… :lol:

  5. Ossidia says:

    Semmai la aiuterebbe ad “accianari” la spesa, magari mentre le demolisce le sue sacre certezze…meglio di no.

  6. aracnor says:

    nomen omen, amen.

  7. Ossidia says:

    Il nome è fittizio, ma amen lo stesso.

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