Ragusa provincia…

Ragusa è sempre stata una città di destra. Dall’alto del suo altopiano ha sempre guardato con aria di sufficienza le città che le stavano attorno: Modica, Comiso, Vittoria, Scicli; tutte città con una forte tradizione socialista; tutti paesi pervasi e contaminati dalle utopie del popolino, dai sogni rivoluzionari dei contadini e degli operai. Ma Ragusa no, è sempre stata una città “per bene” dove a contare è l’idea del borghese, la volontà del ricco: prima i nobili, il clero e i latifondisti; adesso l’alta borghesia dei Lions, e forse ancora il clero. Come ciò sia potuto accadere, come Ragusa sia diventata la pecora nera del territorio ibleo, non è facile capirlo. Certo è che questa fedeltà agli ideali di destra ha portato alla città parecchi vantaggi, non ultimo quello di diventare capoluogo di provincia.

L’episodio della nascita della provincia di Ragusa è magistralmente sintetizzato nel famoso (almeno dalle nostre parti) detto “ Rausa provincia e Muorica ‘sta mincia”.
Modica era già stata capitale dell’omonima contea e, sotto i Borboni, capoluogo del Distretto della Valle di Siracusa. Sembrava normale quindi che la nascita di una nuova provincia trovasse in Modica il capoluogo ideale. E invece nel 1926 è Ragusa a diventare capoluogo.

provole

Tutto cominciò nel lontano 1919, quando un ragazzino di 17 anni, Totò Giurato, tornò dall’esaltante esperienza di Fiume con la testa mangiata dagli ideali facisti, e decise di fondare a Ragusa il primo fascio di combattimento della Sicilia. Il movimento ebbe rapida presa fra i ragusani, dapprima solo tra i giovani, ma poi fu guardato con interesse anche dai proprietari terrieri e dagli appartenenti al circolo dei gentiluomini. Uno di loro, Filippo Pennavaria, entrò a far parte del movimento con tutti gli onori – dato che era il presidente della Banca Agricola Popolare di Ragusa, e che era disposto a finanziare lautamente il partito.
Pennavaria Filippo

In cambio delle sue caritatevoli donazioni Pippo – così veniva chiamato dai camerati – si ritrovò ben presto alla guida del movimento. Iniziò così per il fascismo ragusano un periodo di intensa azione “politica” che aveva il chiaro scopo di ripulire la terra di Sicilia dalla “immonda feccia rossa”. Gli squadristi di Pennavaria disseminarono il terrore in tutta la provincia devastando le sedi socialiste, sparando tra la folla durante comizi e riunioni di protesta, defenestrando i sindaci socialisti. Un elenco dettagliato delle più celebri azioni dal ‘20 al ‘22 lo trovate nei commenti. (Leggetelo).

Mussolini non poté che gradire l’attività di Pennavaria e dei suoi mazzieri e nel 1924 scese in Sicilia per la sua prima visita alla città fedele. Venne accolto in pompa magna e parlò dalla cima della torre Littoria, costruita in piazza Impero (oggi piazza Libertà), dove fu incisa la scritta:
Fascismo ibleo Tu primo a sorgere nella generosa terra di Sicilia.

torre littoria

La simpatia di Benito per Ragusa non si spiega semplicemente con la riconoscenza verso una città a lui fedele. Ciò che interessava al “grande statista” era il ruolo di controllo e contenimento che Ragusa poteva svolgere contro l’avanzata socialista nella Sicilia sud-orientale.
Fu così che Pennavaria, in riconoscimento dei suoi meriti, ottenne un titolo nobiliare e il sottosegretariato alle Comunicazioni, e Ragusa divenne capoluogo di provincia.

Ragusa è una città per bene e non dimentica i suoi benefattori: nel 2001 il sindaco Mimmo Arezzo – sicuro di esaudire il desiderio della maggioranza dei ragusani – commissionò allo scultore Nunzio Dipasquale una statua di Pennavaria da esporre in bella mostra nel centro storico della città, così da ricevere gli onori perpetui della popolazione. Il Pennavaria bronzeo non l’ha ancora visto nessuno, si vocifera però che esista già: alto 7 metri e costato alle tasche del Comune 250 milioni di lire. Nessuno però sembra avere il coraggio di tirarlo via da quella imprecisata fonderia del nord in cui si troverebbe attualmente, forse perché si temono le reazioni dei comuni di Modica, Scicli e Vittoria che hanno accolto la notizia della statua con disgusto, e del comitato anti-statua sorto, con mia grande sorpresa, a Ragusa stessa.

9 Responses to “Ragusa provincia…”


  • Di seguito le nobili gesta dei fedeli di Pennavaria:
    4 novembre 1920: a Ragusa le squadre nazional-combattentistiche di Filippo Pennavaria assaltano il municipio amministrato dai socialisti. Lo stesso giorno a Comiso il raduno organizzato dalla Lega di miglioramento è turbato dall’attacco di nazionalisti, fascisti e guardie regie. Rimangono uccisi i socialisti Biagio Gentile e Salvatore La Scala, l’anziana signora Corallo e la bimba Nunziata Scipione.
    30 dicembre 1920: a Scicli viene bastonato il sindaco socialista.
    29 gennaio 1921: a Vittoria gli ex combattenti organizzati da Filippo Pennavaria, i fascisti di Totò Giurato e i mafiosi del clan dei “caprai” assaltano le sedi socialiste, uccidendo il consigliere comunale Giuseppe Campagna.
    16 marzo 1921: il comune di Comiso viene espugnato dalla squadra d’azione Capitano Bocchieri, guidata da Totò Giurato, costringendo alle dimissioni il sindaco, allontanato con la forza dalla città.
    19 marzo 1921: le camicie nere assaltano il municipio di Vittoria, obbligando il Sindaco Salvatore Molè alle dimissioni e lo bandiscono dalla città.
    7 aprile 1921: a Scicli vengono saccheggiate e incendiate la chiesa metodista e la lega contadina.
    9-10 aprile 1921: a Ragusa a P.za S.Giovanni gli squadristi di Filippo Pennavaria attaccano a colpi di pistola una manifestazione socialista cui prende parte l’onorevole Vacirca, provocando la morte di Rosario Occhipinti, Carmelo Vitale e Rosario Guerrieri. L’indomani giungono in città i fascisti di Comiso e Vittoria che occupano il Municipio, invadono e devastano le sezioni delle leghe, della Camera del Lavoro e del PSI.
    18-19 aprile 1921: a Modica occupazione del Municipio e distruzione della Camera del Lavoro. Costretti alle dimissioni gli amministratori socialisti. Assalita l’abitazione del deputato socialista Vacirca, bandito dalla città.
    29 maggio 1921: a Modica una squadra di camicie nere apre il fuoco contro un migliaio di lavoratori radunatisi per un comizio di protesta contro le violenze nelle elezioni amministrativa: rimangono uccisi 6 manifestanti ( i socialisti Vincenzo Carulli, Agostino Civelli, Raffaele Ferrisi, Rosario Liuzzo, e gli anarchici Carmelo Pollara e
    Carmelo Vacirca).
    18 giugno 1921: a Modica assassinato dagli squadristi il bracciante socialista Angeli Ficili.
    9 aprile 1922: a Ragusa, in occasione dell’eccidio di Ragusa dell’anno precedente, la Piazza Umberto I è presidiata dagli uomini di Pennavaria che impediscono ogni commemorazione delle tre vittime.
    1 maggio 1922: a Vittoria gli squadristi, dopo avere ucciso a revolverate il giovane comunista Orazio Sortino, incendiano le sezioni della Camera del Lavoro e del partito comunista.
    4 settembre 1922: espugnate le leghe contadine di Ragusa, bruciati in piazza archivi ed arredi.
    30 ottobre 1922: a Scicli il Municipio viene occupato dalle camicie nere.
    ( Da “Squadristi” di Franzinelli, Mondadori 2003)

  • i ragusani hanno anche dato il suo nome a una via, se non erro. ora so pure della statua… si vede che è una persona che non ci dobbiamo dimenticare…

  • Solo a una via? Come minimo anche a un ponte…

  • e vogliamo parlare del suo mausoleo, in chiaro stile fascista, che troneggia nel cimitero di Ragusa, proprio all’ingresso?

  • Interessante, non ne sapevo nulla.

  • Renzo davvero non ne sapevi nulla? Adesso hai una visione più chiara dei ragusani?

  • Ossidiù, la responsabilità penale è individuale, vale anche per i ragusani. E tra le vittime dei quei ragusani ci sono altri ragusani che meritano la tua attenzione.

  • Si ma oltre ai ragusani carnefici e ai ragusani vittime, ci sono pure (e rappresentano la maggioranza) i ragusani indifferenti o addirittura compiacenti, e sono questi che mi fanno incazzare! Non è raro trovare opinioni del tipo “Pennavaria ha fatto quello che ha fatto ma dobbiamo ringraziarlo perché per merito suo Ragusa è diventata provincia”. Dalla serie il fine giustifica qualsiasi lurido mezzo.

Leave a Reply