Come Ceausescu

berlusconi ha toccato il fondo, di nuovo. E come ogni volta che ciò avviene, gli irriducibili – quelli che ancora credono nella possibilità di un riscatto per questo nostro sporco paese – cominciano ad annusare l’aria, cercando i segni di una prossima caduta di silvio: “eh ma questa volta la chiesa ha condannato chiaramente il suo comportamento, i suoi non sanno più come difenderlo“.

E così anch’io mi abbandono a velleitarie illusioni e a futili speranze; comincio a sognare, sogno che silvio finisca come Causescu, che le sue balle deliranti vengano sommerse da un’ondata di urla e fischi fino a costringerlo al silenzio.

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6 Responses to Come Ceausescu

  1. renzo says:

    Mi sa che ti sei persa le interviste alla “gente comune” su Exit ieri sera.

    «Ha fatto bene»
    «Potessi anche io andare con una 15enne…»
    «Gli uomini siete tutti così, dov’è il problema?»

    Ovazione, altro che urla e fischi.

  2. Cateno says:

    Scene che in Italia non vedremo mai.

  3. Ossidia says:

    Infatti il mio era solo un sogno. Non solo non si trova una massa di gente disposta ad urlare contro silvio, ma il nostro scaltro Premier non parla mai davanti ad un pubblico che non conosce bene, quindi direi che quella scena è doppiamente impossibile nel nostro paese.

  4. Antonio says:

    È vero che una parte consistente del popolo lo segue ammirata, ma per avere scene come quelle di cui sono stati protagonisti Ceacescu o, per rimanere all’Italia, Craxi, è sufficiente un piccolo gruppo di intelligenti incazzati. E poi in un momento difficile non ci vuole niente a individuare in chi fino a un momento prima era un idolo qualcuno da odiare fino alla morte.
    Quindi credo si possa essere fiduciosi!

  5. Nello says:

    dissento da Antonio, non mi sembra che per fare la rivoluzione sia sufficiente un gruppo sparuto di intelligenti incazzati, se dietro agli intelligenti incazzati non ci sono i grandi numeri, tutto finisce come negli anni 70, con gli intelligenti incarcerati…

  6. Ossidia says:

    @Nello: A parte la chiusa un po’ azzardata, penso che Antonio non sia poi molto lontano dal tuo punto di vista. Per fare la rivoluzione servono gli intelligenti e pure la massa incazzata. Quest’ultima viene fuori nei momenti difficili, in Italia a quanto pare non viviamo ancora un momento abbastanza difficile per scatenare le ire funeste della gente…

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