Abitare in appartamento vuol dire svolgere le tue normali attività quotidiane in una celletta sospesa a venti metri da terra, incastonata tra altre cellette tutte uguali dove altra gente, che appena conosci, fa più o meno le cose che fai tu. Per prendere una boccata di ossigeno – e per la tua aspidistra – hai a disposizione un rettangolo di un metro per tre che dà su altri appartamenti pieni di cellette o, quando va bene, su giardini disciplinati e riportati al (dis)ordine umano.
In una situazione tale è naturale che la voglia di aria buona e di terra diventi smaniosa e difficilmente sopprimibile. Da quest’anno ho quindi preso la sana abitudine di fare almeno due escursioni al mese: una breve full immersion nel verde per ritrovare la pace e affrontare meglio altre due settimane di vita condominiale.
Finora nelle mie passeggiate sono stata scortata da guide ben preparate che mi hanno permesso di conoscere luoghi incantevoli e pieni di storia; posti che sono sempre stati a pochi passi dalla mia realtà quotidiana ma che ho sempre vigliaccamente ignorato.
Il territorio degli iblei è formato da cave e altopiani; capita spesso allora che le passeggiate prevedano una prima parte in discesa verso la vallata e una risalita poi della collina. Questo percorso esterno, fatto dalle mie gambe, si traduce facilmente in un percorso interiore; così più scendo verso la vallata più si accentua l’estraneazione con le cose che ho lasciato lassù, finché nel fondo della cava il mondo dell’altopiano con la sua vita cittadina appare sbiadito e confuso rispetto alla forte ed evidente presenza di tutto quel verde; il tempo si ferma, la mente si svuota e cerco solo di assorbire il più possibile colori odori e suoni.
E mi viene in mente Rousseau, che negli ultimi anni della sua vita preferiva la compagnia dei boschi a quella degli uomini.
“Alberi, arbusti e piante sono l’ornamento e la veste della terra; vivificata dalla natura, rivestita di veste nuziale, tra il corso delle acque e il canto degli uccelli, la terra offre all’uomo, nell’armonia dei tre regni, uno spettacolo pieno di vita, d’interesse e di fascino, il solo spettacolo al mondo di cui occhi e cuore non si stanchino mai.
Quanto più un contemplatore ha l’anima sensibile, tanto più si abbandona all’estasi eccitata in lui da tale armonia. Un sognare dolce e profondo si impadronisce allora dei suoi sensi, e in una deliziosa ebrietà egli si perde nell’immenso di questo bello insieme con cui si sente identificare; allora tutti i particolari sfuggono: vede solo il tutto”1
Poi arriva sempre il momento della risalita: piano piano riprendo i contatti con il mondo di città; mi chiedo che ore sono e cosa dovrò fare domani. Prima di rituffarmi nel caos sociale cerco un mazzetto di timo da portare con me: annusandolo (o condendoci le patate) troverò il coraggio di arrivare alla prossima escursione.
- J. J. Rousseau, Le fantasticherie di un passeggiatore solitario, BUR 2009, p. 87. [↩]


Commovente. Bello. Alla prossima escursione!
Marzo è il mese che amo di più, in Sicilia.
La mia ultima escursione marzolina, secoli fa, mi portò in modo assolutamente casuale a Leonforte, dove trovai questa bellissima “finestra” sulle colline coperte di verde (http://www.siciliano.it/go-foto.cfm?id=116005&provincia=EN&crono=1).
Addiviertiti
Uh, e come non citare Assoro, lì accanto. Pecore ovunque e le assoresi che ci guardavano da dietro le tendine: due stranieri!
@DD: proverò a raccontare almeno le più significative, sperando di non scadere nel patetico.
@renzo: ovviamente non conosco quei posti, quindi grazie della segnalazione
A Leonforte ci ho fatto il liceo; paese orribile. Il mio compagno di banco è di Assoro, che è un posto più carino.
Come amo questi tuoi post: limpidi, essenziali e intensi. E come ti invidio per queste tue sortite che ti rigenerano lo spirito. Anche io vorrei tanto…e chissà che non riesca a d organizzare qualcosa in mezzo alla flora nordica
una escursionista socievole o una lupa solitaria?
adesso è tempo di asparagi……..
Miryam@: sono contenta che i miei post ti sembrino limpidi ed essenziali, era proprio quello che volevo ottenere
Cavolo tu lì hai le Alpi, andarci a passeggiare è un tuo dovere morale!
Nello@: moderatamente socievole
Bel post. La seconda foto somiglia tanto al posto di cui ti parlavo.
Mi viene in mente la nostra bella passeggiata tra le sciàre e i muretti a secco ragusani
Giofilo@: sciare a Ragusa? L’allergia quel giorno ti ha giocato brutti scherzi