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		<title>9 aprile 1921</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 18:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 aprile di novant&#8217;anni fa circa seicento persone &#8211; perlopiù braccianti e manovali, ma anche donne e bambini incuriositi dalla folla &#8211; riempivano piazza San Giovanni per ascoltare il comizio del deputato socialista Vincenzo Vacirca. L&#8217;onorevole cominciò il suo discorso parlando del grave stato di miseria in cui versava la classe operaia, privata dei più basilari diritti in ambito lavorativo e già vessata dalla guerra appena passata.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/04/braccianti.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/04/braccianti.jpg" alt="" title="braccianti" width="500" height="330" class="aligncenter size-full wp-image-673" /></a></p>
<p>Insulti e invettive contro Vacirca cominciarono a provenire dalla parte superiore della piazza, dove si erano appostati alcuni fascisti. La tensione arrivò al culmine quando un pezzo della balaustra, a causa della forte pressione, si staccò e precipitò nella piazza sottostante; cominciarono allora gli spari sulla folla, la porta della Camera del Lavoro venne crivellata di colpi e la gente fuggiva in preda al panico. In pochi attimi la piazza si trasformò in un inferno: tutto quel sangue a Ragusa non si era mai visto. Il fascista Totò Giurato, che partecipò alla sparatoria, commenta così: «avvenne un rivoltarsi dei nemici e un fuggire rapidissimo verso i lati della vasta piazza dove, colpiti dal fitto fuoco, caddero una trentina di vittime socialiste due delle quali spirarono sul colpo mentre altre, gravemente ferite, rantolavano e cercavano di trascinarsi disperatamente nel sangue»<sup><a href="http://www.ossidia.it/2011/04/13/9-aprile-1921/#footnote_0_659" id="identifier_0_659" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="&amp;#8220;Una storia dimenticata&amp;#8221; tratto dal numero unico 9 aprile 1921, pubblicato a Ragusa il 25 aprile 2002.">1</a></sup>.<br />
I feriti furono più di sessanta; Rosario Occhipinti, Carmelo Vitale e Rosario Gurrieri persero la vita. Il giorno dopo i fascisti invasero il Municipio e devastarono le sedi del PCI e della Camera del Lavoro<sup><a href="http://www.ossidia.it/2011/04/13/9-aprile-1921/#footnote_1_659" id="identifier_1_659" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Leggete qui e qui.">2</a></sup>.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/04/lapide-e1302717674562.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/04/lapide-e1302717674562.jpg" alt="" title="lapide" width="300" height="450" class="aligncenter size-full wp-image-674" /></a></p>
<p><a href="http://www.sicilialibertaria.it/2011/03/08/9-aprile-1921-9-aprile-2011/">Il 9 aprile di quest&#8217;anno</a> a piazza San Giovanni era un giorno qualunque: i vecchi sulle panchine e  i bambini a giocare sotto il primo sole primaverile; davanti alla lapide che ricorda i caduti di quel giorno ormai dimenticato  &#8211; lapide voluta dal comitato anti-Pennavaria &#8211; eravamo una trentina di persone. Tra le risatine ironiche di qualche passante e l&#8217;indifferenza della piazza è stata ribadita l&#8217;importanza della memoria, del ricordo di una tragedia solo apparentemente lontana: oggi come novant&#8217;anni fa i valori democratici sono gravemente minacciati; oggi come ieri i braccianti e i manovali &#8211; non più italiani ma stranieri &#8211;  lavorano in condizioni di semi-schiavitù. Questo però è argomento di prossimi post.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_659" class="footnote">&#8220;Una storia dimenticata&#8221; tratto dal numero unico <em>9 aprile 1921</em>, pubblicato a Ragusa il 25 aprile 2002.</li><li id="footnote_1_659" class="footnote">Leggete <a href="http://www.ossidia.it/2009/11/11/ragusa-provincia/">qui</a> e <a href="http://www.ossidia.it/2010/01/09/ancora-su-pennavaria/">qui</a>.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Fuga dalla città e ritorno</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 21:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abitare in appartamento vuol dire svolgere le tue normali attività quotidiane in una celletta sospesa a venti metri da terra, incastonata tra altre cellette tutte uguali dove altra gente, che appena conosci, fa più o meno le cose che fai &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2011/03/13/fuga-dalla-citta-e-ritorno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abitare in appartamento vuol dire svolgere le tue normali attività quotidiane in una celletta  sospesa a venti metri da terra, incastonata tra altre cellette tutte uguali dove altra gente, che appena conosci, fa più o meno le cose che fai tu. Per prendere una boccata di ossigeno –  e per la tua aspidistra –  hai a disposizione un rettangolo di un metro per tre che dà su altri appartamenti pieni di cellette o, quando va bene, su giardini disciplinati e riportati al (dis)ordine umano.<br />
In una situazione tale è naturale che la voglia di aria buona e di terra diventi smaniosa e difficilmente sopprimibile. Da quest&#8217;anno ho quindi preso la sana abitudine di fare almeno due escursioni al mese: una breve full immersion nel verde per ritrovare la pace e affrontare meglio altre due settimane di vita condominiale.</p>
<p><a href="http://www.snarlik.se/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-628" title="robot_webb" src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/03/robot_webb-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Finora nelle mie passeggiate sono stata scortata da guide ben preparate che mi hanno permesso di conoscere luoghi incantevoli e pieni di storia; posti che sono sempre stati a pochi passi dalla mia realtà quotidiana ma che ho sempre vigliaccamente ignorato.<br />
Il territorio degli iblei è formato da cave e altopiani; capita spesso allora che le passeggiate prevedano una prima parte in discesa verso la vallata e una risalita poi della collina. Questo percorso esterno, fatto dalle mie gambe, si traduce facilmente in un percorso interiore; così più scendo verso la vallata più si accentua l&#8217;estraneazione con le cose che ho lasciato lassù, finché nel fondo della cava il mondo dell&#8217;altopiano con la sua vita cittadina appare sbiadito e confuso rispetto alla forte ed evidente presenza di tutto quel verde; il tempo si ferma, la mente si svuota e cerco solo di assorbire il più possibile colori odori e suoni.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/03/cozzodarancio.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/03/cozzodarancio-e1300048345270.jpg" alt="" title="cozzodarancio" width="400" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-642" /></a></p>
<p>E mi viene in mente Rousseau, che negli ultimi anni della sua vita preferiva la compagnia dei boschi a quella degli uomini.</p>
<blockquote><p>“Alberi, arbusti e piante sono l&#8217;ornamento e la veste della terra;  vivificata dalla natura, rivestita di veste nuziale, tra il corso delle acque e il canto degli uccelli, la terra offre all&#8217;uomo, nell&#8217;armonia dei tre regni, uno spettacolo pieno di vita, d&#8217;interesse e di fascino, il solo spettacolo al mondo di cui occhi e cuore non si stanchino mai.<br />
Quanto più un contemplatore ha l&#8217;anima sensibile, tanto più si abbandona all&#8217;estasi eccitata in lui da tale armonia. Un sognare dolce e profondo si impadronisce allora dei suoi sensi, e in una deliziosa ebrietà egli si perde nell&#8217;immenso di questo bello insieme con cui si sente identificare; allora tutti i particolari sfuggono: vede solo il tutto”<sup><a href="http://www.ossidia.it/2011/03/13/fuga-dalla-citta-e-ritorno/#footnote_0_627" id="identifier_0_627" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="J. J. Rousseau, Le fantasticherie di un passeggiatore solitario, BUR 2009, p. 87.">1</a></sup></p></blockquote>
<p>Poi arriva sempre il momento della risalita: piano piano riprendo i contatti con il mondo di città; mi chiedo che ore sono e cosa dovrò fare domani. Prima di rituffarmi nel caos sociale cerco un mazzetto di timo da portare con me: annusandolo (o condendoci le patate) troverò il coraggio di arrivare alla prossima escursione.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_627" class="footnote">J. J. Rousseau,<em> Le fantasticherie di un passeggiatore solitario</em>, BUR 2009, p. 87.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Come Ceausescu</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 12:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[berlusconi ha toccato il fondo, di nuovo. E come ogni volta che ciò avviene, gli irriducibili – quelli che ancora credono nella possibilità di un riscatto per questo nostro sporco paese – cominciano ad annusare l&#8217;aria, cercando i segni di una prossima caduta &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/11/04/come-ceausescu/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>berlusconi ha toccato il <a href="http://tv.repubblica.it/politica/meglio-appassionati-delle-belle-ragazze-che-gay/55757?video">fondo</a>, <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2010/11/non-lo-fermano-piu.html">di nuovo</a>.  E come ogni volta che ciò avviene, gli irriducibili – quelli che ancora credono nella possibilità di un riscatto per questo nostro sporco paese – cominciano ad annusare l&#8217;aria, cercando i segni di una prossima caduta di silvio: “eh ma questa volta la chiesa<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/11/02/news/disagio_cattolici-8680714/"> ha condannato </a><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/11/04/news/tettamanzi-8726733/">chiaramente </a>il suo comportamento, <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/11/03/news/imbarazzo_pdl-8692723/">i suoi non sanno più come difenderlo</a>&#8220;.</p>
<p>E così anch&#8217;io mi abbandono  a velleitarie illusioni e a futili speranze;  comincio a sognare, sogno che silvio finisca come <a href="http://http://www.youtube.com/watch?v=YEZHZHNByCs&amp;NR=1">Causescu</a>, che le sue balle deliranti vengano sommerse da un&#8217;ondata di urla e fischi fino a costringerlo al silenzio.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GU53qv5aA1M?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/GU53qv5aA1M?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Piove pipì</title>
		<link>http://www.ossidia.it/2010/09/26/piove-pipi/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 11:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un amico Appena tornata da Bologna, dove le coppie omosessuali passeggiano tranquillamente mano nella mano, apprendo con somma gioia che la mia città finisce su tutti i giornali per un episodio di discriminazione verso un ragazzo gay, non si &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/09/26/piove-pipi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Ad un amico</p>
<p>Appena tornata da Bologna, dove le coppie omosessuali passeggiano tranquillamente mano nella mano, apprendo con somma gioia che la mia città finisce su tutti i giornali per un episodio di<a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/cronache/ragusa/10542-buttano-secchio-pieno-d-urina-addosso-ad-un-omosessuale-denuncia-contro-ignoti.html"> discriminazione verso un ragazzo gay</a>, non si sa mai avessi dimenticato in che posto vivo.<br />
Il sindaco ha condannato l&#8217;accaduto considerandolo &#8220;un atto deprecabile e da biasimare con fermezza e determinazione&#8221;; ha  però subito  aggiunto che si tratta di un caso isolato, dato che Ragusa è una città per bene, e anzi ha avanzato l&#8217;ipotesi che si trattasse di gentaglia forestiera. Salta fuori insomma il solito capro espiatorio quando succedono cose spiacevoli a Ragusa: non è mai colpa dei ragusani &#8211; di vittoresi o catanesi semmai.<br />
E invece, caro Nello, stavolta si tratta proprio di cinque ventenni ragusani, che si sono giustificati dicendo &#8220;è stata solo una bravata, non volevamo offendere nessuno&#8221;, certo perché buttare un secchio di piscio addosso a uno ricoprendolo contemporaneamente di insulti non è un&#8217;offesa, è un invito all&#8217;amicizia!<br />
Il fenomeno non è da sottovalutare, Ragusa è talmente per bene da evitare di fornire ai suoi adolescenti i mezzi intellettuali per comprendere la diversità, si presenti questa sotto forma di omosessuale o di immigrato, così i ragazzi agiscono di pancia, seguendo l&#8217;istinto xenofobo tipico dell&#8217;animale sociale che disprezza tutto ciò che non appartiene alla normalità del suo  gruppo.<br />
Non si stupiscano dunque le famiglie borghesi di Ragusa se i loro figli allevati nella più pura integrità morale (cattolica) un bel giorno tornano a casa con una denuncia per violenza privata; parlare di omosessualità al proprio figlio non significa rischiare di farlo diventare gay ma aiutarlo a capire che c&#8217;è altro al di là del micro-mondo in cui vive.</p>
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		<title>La cosa Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 11:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[tristezze dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Saramago]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Josè Saramago, da El País, 6 giugno 2009, traduzione di italiadallestero.info Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/06/20/la-cosa-berlusconi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Josè Saramago, da <em>El País</em>, 6 giugno 2009, traduzione di italiadallestero.info</p>
<p>Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee.</p>
<p>I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d’assalto il potere. L’ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.<br />
Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato. Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali”.</p>
<p>La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una piega, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c’è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione.</p>
<p>Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/06/20/la-cosa-berlusconi/#footnote_0_500" id="identifier_0_500" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Adesso siamo a quota tre (nota mia).">1</a></sup> per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale dell’Europa e degli europei. Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno?</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/06/saramago_no_suplemento_clarin500.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/06/saramago_no_suplemento_clarin500-300x292.jpg" alt="" title="Josè Saramago" width="300" height="292" class="aligncenter size-medium wp-image-502" /></a></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_500" class="footnote">Adesso siamo a quota tre (nota mia).</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Il dramma in tabella</title>
		<link>http://www.ossidia.it/2010/05/26/il-dramma-in-tabella/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 21:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi tra i miei amici di Frienfeed girava questa tabella che mi ha subito conquistato per la sua estrema capacità di sintesi: in meno di 15 righe c&#8217;è tutto il dramma di un paese portato alla deriva dal berlusconismo. I &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/05/26/il-dramma-in-tabella/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/05/34987017.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/05/34987017-249x300.jpg" alt="" title="34987017" width="249" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-457" /></a><br />
Oggi tra i miei amici di <a href="http://friendfeed.com/">Frienfeed</a> girava questa tabella che mi ha subito conquistato per la sua estrema capacità di sintesi: in meno di 15 righe c&#8217;è tutto il dramma di un paese portato alla deriva dal berlusconismo. I dati sono sbalorditivi, non volevo crederci neanche io &#8211; pur considerando silvio il peggiore tra gli uomini &#8211; ma wikipedia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pil">conferma</a>.<br />
 È agghiacciante notare che ogni volta che al governo c&#8217;è lui il PIL strapiomba come se fosse allergico alla sua presenza. È da brividi constatare che il suo miglior risultato (1,10 nel 2004) è al di sotto dei peggiori risultati degli altri governi.<br />
Quale migliore prova della sua gestione corrotta e malata della cosa pubblica.</p>
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		<title>Quando il troppo è troppo</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 22:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi frega nulla della tivvù e di Mediaset; cerco di non pensare (almeno non tutti i giorni) a come silvio stia sgretolando il nostro paese, pezzetto per pezzetto. Non ho nemmeno particolarmente a cuore i temi del femminismo; non &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/05/14/quando-il-troppo-e-troppo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi frega nulla della tivvù e di Mediaset; cerco di non pensare (almeno non tutti i giorni) a come silvio stia sgretolando il nostro paese, pezzetto per pezzetto. Non ho nemmeno particolarmente a cuore i temi del femminismo; non mi sento personalmente offesa quando sento dell&#8217;ennesima donna che ha scalato le vette del successo a forza di fellatio: ma quando è troppo è troppo!</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/05/5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-437" title="5" src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/05/5.jpg" alt="" width="200" height="253" /></a></p>
<p>Ho appreso solo <a href="http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2010/05/12/i-canali-misogini-di-la5/">ieri</a> la sconcertante notizia della nascita di La 5, il canale satellitare Mediaset dedicato alle donne <em>“dai 15 ai 34 anni, <a href="http://www.cinetivu.com/canali-televisivi/mediaset/la-5-sul-digitale-terrestre-un-canale-dedicata-alle-ragazze/">curiose, volitive, tecnologizzate</a> e capace di vincere le proprie sfide personali”</em>. Ora, pur sapendo che nulla di buono può venir fuori dall&#8217;universo berlusconi, mai la mia ingenua immaginazione avrebbe potuto concepire un canale satellitare trionfo della donna berlusconiana, un superconcentrato di stupidità e ferormoni il cui messaggio subliminale è fin troppo chiaro: ci vogliono tutte così, stronzette isteriche senza cervello.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/05/93a657519fec9cec9133a6e357146f4a-thumb2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-440" title="93a657519fec9cec9133a6e357146f4a-thumb" src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/05/93a657519fec9cec9133a6e357146f4a-thumb2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>E dato che il momento di fare la rivoluzione non è ancora arrivato (devono prima toglierci il pane come in Grecia), ho deciso di partecipare al <a href="http://www.facebook.com/home.php#!/event.php?eid=120566177965383&amp;ref=mf">mailbombing</a> alla Mediaset con questa mail:</p>
<p><em>“Volevo complimentarmi con gli ideatori del nuovo canale satellitare tutto al femminile. Come se l&#8217;immagine della donna non venisse già banalizzata nei normali canali Mediaset. Pensare ad un canale interamente dedicato alla donna-prototipo del berlusconismo fatta di carne soda, bei vestiti e nulla più, è pura perversione, raccapricciante degenerazione della cultura di un paese. Per tutto ciò grazie mille.”</em></p>
<p>Sarebbe carino se la casella postale della Mediaset venisse farcita di mail simili a questa, invito  perciò ognuno di voi a spedirne una.</p>
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		<title>Luciano Corallo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 22:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrivere tesi di laurea su commissione è uno sporco lavoro. Durante tutte le fasi della stesura hai l&#8217;insistente sensazione di partorire una creatura triste, grigia e completamente insignificante. Sai bene che il tuo lavoro potrebbe essere svolto da una macchina, &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/03/09/luciano-corallo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere tesi di laurea su commissione è uno sporco lavoro. Durante tutte le fasi della stesura hai l&#8217;insistente sensazione di partorire una creatura triste, grigia e completamente insignificante. Sai bene che il tuo lavoro potrebbe essere svolto da una macchina, un generatore di tesi, se solo esistesse: l&#8217;incipit è uguale a mille altri; lo stile, stucchevolmente formale, non ha nulla di umano; il ritmo e lento e, soprattutto, estenuante.<br />
Così, per non ammettere di aver sprecato tempo prezioso pur di racimolare due lire, bisogna tirar fuori qualcosa di positivo da questa bieca esperienza. Per fortuna una cosa c&#8217;è, è una storia che ho il piacere di condividere con voi in modo da sottrarla all&#8217;oblio muffoso degli scantinati di facoltà a cui era (è) destinata.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/03/saccani-fiammiferaio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-407" title="Otto Dix, &quot;Il fiammiferaio&quot; 1926" src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/03/saccani-fiammiferaio-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Il fascismo non riuscì mai a fare presa sulla città di Vittoria. Nonostante le parate, le visite ufficiali di importanti gerarchi e le esortazioni dei politici locali, la gente non ne voleva sapere di dimostrare fedeltà al Partito. Il motivo era semplice: Mussolini era considerato dai vittoriesi il primo responsabile della loro fame nera e della loro povertà disperata. Così anche nei periodi più bui, quando sollevare una voce di dissenso voleva dire, nel migliore dei casi, trovarsi un bel po&#8217; di olio di ricino nello stomaco, Vittoria era fonte di ansia per le autorità locali impegnate a stanare sovversivi e ribelli. Nella piccola città delle serre nascevano continuamente associazioni clandestine con lo scopo di fare propaganda antifascista: a fondarle erano spesso uomini venuti da fuori che avevano preso contatti con i più importanti centri antifascisti all&#8217;estero, come Parigi o New York. Gli associati si preoccupavano di diffondere materiale sovversivo ricevuto dall&#8217;estero e di fare proselitismo a lavoro o con gli amici.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/03/Rivera-adversario-del-fascismo-19331.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-416" title="Rivera, adversario del fascismo, 1933" src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/03/Rivera-adversario-del-fascismo-19331-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>Anche Luciano Corallo fa parte di un&#8217;associazione simile. È un falegname squattrinato, perennemente angustiato dalle ristrettezze economiche. Vive in una casa con una sola stanza e la moglie lo ha abbandonato per darsi alla prostituzione.<br />
Luciano non è bravo a fare discorsi, è chiuso e scontroso, ha un&#8217;andatura stanca e depressa e gli occhi sfuggenti, insomma non è tipo da ispirare fiducia. Alle riunioni, la sera, nella putìa di Filippo u quartararu, sta perlopiù zitto, e ascolta con interesse i discorsi di Michele Santonocito. Lui si che sa parlare! Le sue parole risanano gli animi e danno la speranza necessaria a tirare avanti: una volta sconfitto il franchismo i rossi francesi assieme ai russi arriveranno anche in Italia; bisogna perciò tenersi pronti ad aiutarli dall&#8217;interno.<br />
Tutti assieme si legge la stampa clandestina e si termina la serata in osteria dove il vino completa la cura dell&#8217;anima iniziata coi discorsi.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/03/guernica_picasso_2-e1268088111113.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-425" title="guernica_picasso_2" src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/03/guernica_picasso_2-e1268088111113.jpg" alt="" width="500" height="290" /></a></p>
<p>La sera del 7 gennaio 1939 Luciano esce dall&#8217;osteria più ubriaco e più disperato del solito, e non ha nessuna voglia di rincasare e gironzola senza meta per il paese. Si accorge di avere un lapis in tasca, lo tira fuori e comincia a imbrattare alcuni manifesti pubblici con ABBASSO L&#8217;ITALIA, VIVA LA FRANCIA COMUNISTA, VIVA LA RUSSIA.</p>
<p>Il 26 gennaio l&#8217;intero gruppo di Santonocito viene arrestato e con loro anche Luciano, condannato a 4 anni di confino “per le sue idee sovversive mai negate, le sue azioni rivolte chiaramente a danneggiare la nazione, e per le sue amicizie”.<br />
I 4 anni di confino li sconta tutti nonostante le due richieste di “amnistia” date le sue pessime condizioni di salute.</p>
<p>Nel gennaio del 1943 Luciano torna a casa ma dopo solo 4 mesi viene nuovamente arrestato. Una sera in osteria avrebbe avvicinato un soldato in licenza proveniente dalla Russia dicendogli che era inutile farsi ammazzare per l&#8217;Italia e che bisognava invece aiutare i russi a sconfiggere Mussolini.<br />
Questa volta Luciano viene rinchiuso nel campo di concentramento di Lipari e di lui non si hanno più notizie.</p>
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		<title>Viva S. Agata</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 20:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raffaele Lombardo, il nostro amatissimo presidente della regione, eletto – non fa male ricordarlo – con quasi il 70% dei voti, la scorsa settimana ha sacrificato la festa della sua Patrona (di cui si riconosce devotissimo) per presenziare l&#8217;inaugurazione della &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raffaele Lombardo, il nostro amatissimo presidente della regione, eletto – non fa male ricordarlo  –  con quasi il 70% dei voti, la scorsa settimana ha sacrificato la festa della sua Patrona (di cui si riconosce devotissimo) per presenziare l&#8217;inaugurazione della nuova ala del Guzzardi, l&#8217;ospedale di Vittoria.<br />
 Come scrive il <a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/attualità/vittoria/8322-raffaele-lombardo-allinaugurazione-del-guzzardi-meno-posti-letto-per-una-sanita-di-qualita.html">Corriere di Ragusa</a>: “per un medico, nonché politico di alto rango, aprire un nuovo ospedale, è sempre evento sanitario d&#8217;eccezione e straordinario”.<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_0_388" id="identifier_0_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Mi piacerebbe sapere chi scrive i pezzi per questo giornale.">1</a></sup> </p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/02/lombardo-visita-ospedale.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/02/lombardo-visita-ospedale.jpg" alt="" title="lombardo visita ospedale" width="485" height="220" class="aligncenter size-full wp-image-397" /></a></p>
<p>Durante l&#8217;evento sanitario d&#8217;eccezione e straordinario, Lombardo s&#8217;è fatto i complimenti da solo per la sua scaltra politica in materia di sanità. Per ridurre le spese faraoniche<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_1_388" id="identifier_1_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="8.436000 euri solo nel 2008 fonte &amp;#8220;l&amp;#8217;Espresso&amp;#8221;">2</a></sup> del servizio sanitario siciliano, il saggio Raffaele ha pensato di cominciare risparmiando sui posti letto.<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_2_388" id="identifier_2_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Nella sola provincia di Ragusa ne sono saltati 72, fonte qui">3</a></sup>  “Chi ha detto che più posti letto fanno una buona sanità?” è stato il suo sbeffeggiante commento e poi come se non bastasse  ha aggiunto  <strong>“Che ne facciamo di tanti posti letto se la gente va a farsi curare al  nord o all&#8217;estero?”</strong><sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_3_388" id="identifier_3_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Fonte qui">4</a></sup><br />
 Giusto no? I siciliani preferiscono  l&#8217;estero quando si tratta di cure. Anche la mia vicina di casa novantenne, quando ha bisogno di un ricovero si prenota un volo per la Francia, per non parlare del mio dirimpettaio operaio padre di quattro figli. I reparti poi  sono semideserti, non si vedono pazienti manco a pagarli.<br />
Non c&#8217;è da preoccuparsi comunque, Lombardo ha promesso che quando avrà spremuto gli ospedali fino all&#8217;ultimo centesimo, quando il paziente dovrà portarsi da casa le lenzuola, la carta igienica e perché no anche il medico, comincerà a risparmiare anche sugli appalti e sugli stipendi del personale, che rappresentano <strong>solamente</strong> il 60% della spesa sanitaria.<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_4_388" id="identifier_4_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Stando ai dati del 2008, fonte &amp;#8220;l&amp;#8217;Espresso&amp;#8221;">5</a></sup></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_388" class="footnote">Mi piacerebbe sapere chi scrive i pezzi per questo giornale.</li><li id="footnote_1_388" class="footnote">8.436000 euri solo nel 2008 fonte &#8220;l&#8217;Espresso&#8221;</li><li id="footnote_2_388" class="footnote">Nella sola provincia di Ragusa ne sono saltati 72, fonte <a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/attualit%E0/ragusa/7612-sono-380-i-posti-letto-suddivisi.html">qui</a></li><li id="footnote_3_388" class="footnote"> Fonte <a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/attualit%E0/ragusa/7612-sono-380-i-posti-letto-suddivisi.html">qui</a></li><li id="footnote_4_388" class="footnote"> Stando ai dati del 2008, fonte &#8220;l&#8217;Espresso&#8221;</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Prima eramu comu li petri</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 21:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seguendo l&#8217;iniziativa &#8220;recuperiamo il nostro dialetto ché ci piace tanto non farci capire da nessuno&#8221; promossa e incoraggiata qui, vi propongo una poesiuola che le ricamatrici e le merlettaie erano solite sbraitare durante le manifestazioni degli anni &#8217;70, a Palermo &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/01/28/prima-eramu-comu-li-petri/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seguendo l&#8217;iniziativa &#8220;recuperiamo il nostro dialetto ché ci piace tanto non farci capire da nessuno&#8221; promossa e incoraggiata <a href="http://www.tommydavid.com/2010/01/27/c’e-munnu-pessu/">qui</a>, vi propongo una poesiuola che le ricamatrici e le merlettaie erano solite sbraitare durante le manifestazioni degli anni &#8217;70, a Palermo o in giro per la Sicilia, nella vana speranza di vedere rivendicati i propri diritti. Ah, ovviamente non la tradurrò.</p>
<blockquote><p>Prima eramu comu li petri<br />
ittati &#8216;inni la via<br />
passava u patruni, dava &#8216;na pidata<br />
e la petra vulava di latu.<br />
Ma si sti petri si iunginu,<br />
si mettinu tutti a munzeddu,<br />
quannu u patruni duna pidati,<br />
si rumpi lu pedi.</p>
<p>Chista è a lega!<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/01/28/prima-eramu-comu-li-petri/#footnote_0_375" id="identifier_0_375" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="La lega delle merlettaie, sia chiaro">1</a></sup> </p></blockquote>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_375" class="footnote">La lega delle merlettaie, sia chiaro</li></ol>]]></content:encoded>
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