Mia nonna oggi ha visto alla tv un servizio sulle spigolatrici (le donne che dopo la mietitura del grano ripassavano i campi raccattando le spighe dimenticate) e ha cominciato a saltellare di gioia (mia nonna è un personaggio buffo, saltella di gioia per ogni sciocchezza) dicendo: “talìa talìa chissu u facieumu macari niautri!!!” (guarda guarda quello lo facevamo anche noi) e cominciò a raccontare pressapoco così: “siccome erano tempi di canimìa (ristrettezze economiche), dopo la raccolta del grano tornavamo nei campi con un sacco appeso alla vita che pendeva da dietro, e lo riempivamo di spicuzze. Dopo aver raccolto fino all’ultima spicuzza buttavamo il contenuto dei sacchi nell’aia e gli uomini vi passavano sopra col carretto prima e con le bestie poi per pisari il frumento (operazione che serviva a separare i chicchi di grano dalla paglia) e poi aspettavamo la misericordia del Signore che facesse arrivare il vento e non facesse piovere, quando il vento era arrivato spagghiavamo il frumento con il tridente (si sollevava il frumento da terra in modo che la paglia volasse via e i chicchi di grano ricadessero a terra) e lo portavamo a macinare”.

Ecco, inizio a sentirmi in colpa per tutte quelle volte che ho criticato mia nonna perché si ostinava a non buttare il pane vecchio di settimane; comincio a percepire l’abisso fra la mia concezione del pane e la sua. Vivendo in prima persona il lungo ed estenuante processo che dalla spiga di grano ti porta alla cuddura (forma di pane ragusano) non porti a tavola un semplice alimento, ma un oggetto sacro: ecco perché il segno della croce prima di impastare o la formuletta propiziatoria per una buona cottura del pane (“signuri fici iu ora fai tu”); ecco perché il pane non si posa mai a “pancia in giù” figuriamoci buttarlo… un sacrilegio!

Del resto, non penso che ci sia mai stato un dio Pane ma il pane è spesso mandato da dio: Demetra fa conoscere la spiga di grano ai greci, e i cristiani pregano il loro dio dicendo “dacci oggi il nostro pane quotidiano” e se lo mangiano pure come corpo di Cristo.
Beh, vado a farmi una zuppa di pane cotto, in fondo si lascia mangiare nonostante la consistenza viscidina.