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	<title>Ossidia &#187; futuro</title>
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	<description>OssiDiAte</description>
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		<title>L&#8217;Assurdo</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 23:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono pazza. Alterno momenti di <strong>totale disperazione</strong> in cui percepisco la presenza ingombrante del nulla cosmico sulla mia faccia a momenti di <strong>iperattività immaginativa</strong> in cui questo nulla cosmico scompare per dar posto a un sacco di mini-tutto brulicanti. Per essere più comprensibile: passo da momenti di profonda depressione in cui penso (forse realizzo) di non riuscire a concludere più nulla nella mia vita e di trascinarmi in una esistenza misera e priva di senso fino alla morte, a momenti di eccitazione patologica in cui immagino per me milioni di possibili significati che la mia vita prenderà da domani in poi. Ma scendiamo ancora un po&#8217; il livello di astrazione linguistica: un giorno mi deprimo pensando che nei prossimi mesi (e forse pure anni) le uniche attività che mi impegneranno saranno <strong>lavoretti frustranti</strong> che spaziano dalle lezioni private alle pulizie degli uffici; il giorno dopo, per tirarmi fuori dallo <strong>stato di angoscia comatoso</strong> causato dalle riflessioni del giorno prima, sparo duecento propositi e progetti su come posso ridare senso alla mia vita: “&#8230;mi piglio un’altra laurea&#8230; in lingue orientali, no, in biologia oppure antropologia&#8230; mi apro un agriturismo e vivo di natura&#8230; vado sulle Alpi e vedo se cercano personale per la tutela dei boschi&#8230; mi piglio il master in consulenza filosofica a Venezia&#8230;vado in Scandinavia a vendere arancini (ok questa non è proprio mia)&#8230; mi trasferisco in Spagna, no in Inghilterra o in America”.</p>
<p>Cosa sta dietro queste turbe mentali? Chiaro come un lago senza fango (così limpido come un cielo d’estate sempre blu): la <strong>ricerca di senso</strong>. In realtà è un problema vecchio come il mondo, o per meglio dire come l’uomo: strutturare, pianificare, progettare la nostra esistenza è un bisogno viscerale, un’esigenza che si scontra continuamente con una realtà che non ha nessuna intenzione di farsi imbrigliare. E allora? E allora l’<strong>Assurdo</strong>:</p>
<blockquote><p>“Il senso dell’assurdo non nasce dal semplice esame di un fatto o di un’impressione, ma scaturisce dal paragone tra uno stato di fatto e una certa realtà, tra un’azione e il mondo che lo supera. <strong>L’assurdo è essenzialmente un divorzio</strong>&#8230; nella fattispecie posso dunque dire che l’Assurdo non è nell’uomo e neppure nel mondo, ma nella loro comune presenza&#8230; so ciò che vuole l’uomo e so ciò che gli offre il mondo.” (Da <em>Il mito di Sisifo</em>, di Camus).</p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://bp3.blogger.com/_wcQqAuTWa-4/R5bJGYPK0AI/AAAAAAAAAeQ/5QPlWou6aBs/s400/Gerstl+Self+Portrait+Laughing.jpg" alt="Gerlst - Autoritratto" /></p>
<p>Il fatto è che il matrimonio fra me e il mondo (o almeno l’apparente connubio), il progetto che avrebbe dato senso alla mia vita, io c’è l’avevo: l’<strong>insegnamento</strong>. Ok, per molti di voi è un disegno misero ma a me andava a genio; immaginavo un’esistenza tranquilla da insegnante di filosofia che in mezzo a qualche difficoltà (quale mestiere ne è immune?) si pigliava pure le sue soddisfazioni, e il pomeriggio, tornando a casa (dato che avrebbe avuto un’abitazione di una stanza e zero figli), aveva pure il tempo di dedicarsi ai suoi studi. Nel giro di pochi mesi questo confortante progettino s’è totalmente disintegrato: prima la chiusura delle permanenti, poi della Sissis, poi i tagli all’istruzione di Prodi e di Berlusconi – per non parlare delle ultime parole di Bossi sugli insegnanti del meridione e i progetti della Gelmini che danno il colpo di grazia all’agonizzante scuola italiana. Ma bisogna essere comprensivi, le hanno dato dell’INCAPACE e lei s’è un attimino risentita: ha così deciso di lasciare il segno nella storia del ministero dell’istruzione stravolgendo la scuola italiana. Il fatto è che essendo veramente INCAPACE ha preso a modello, per le sue innovative riforme, la scuola del ventennio fascista&#8230;<br />
E così l’insegnamento è andato, devo reinventarmi l’esistenza&#8230; Avete suggerimenti?</p>
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