<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ossidia &#187; malattia</title>
	<atom:link href="http://www.ossidia.it/tag/malattia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ossidia.it</link>
	<description>OssiDiAte</description>
	<lastBuildDate>Thu, 21 Apr 2011 18:40:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Maria Didìo</title>
		<link>http://www.ossidia.it/2009/10/23/maria-didio/</link>
		<comments>http://www.ossidia.it/2009/10/23/maria-didio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 19:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[sociopsicologia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[fanatismo]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[maria]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ossidia.it/?p=294</guid>
		<description><![CDATA[Maria Didìo è una vecchina con la faccia tonda e i capelli bianchi bianchi. Quando vado a trovarla mi accoglie sempre con un abbraccio lungo e un po’ stritolante; e io – che ad abbracciare ho qualche difficoltà – mi &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2009/10/23/maria-didio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Didìo è una vecchina con la faccia tonda e i capelli bianchi bianchi. Quando vado a trovarla mi accoglie sempre con un abbraccio lungo e un po’ <strong>stritolante</strong>; e io – che ad abbracciare ho qualche difficoltà – mi sono dovuta adeguare, così ogni volta sembriamo una nonna e una nipote che non si vedono da anni:<br />
– oh e chi c’è Simonetta! – pat pat – <em>Sì beda</em>, sei una cosa <em>priziusa com’a ta ma’</em>– pat pat – ti voglio bene, <em>nun si a ma niputi ma ti vuogghiu beni comu na niputi</em>!. </p>
<p>Maria Didìo è una signora molto devota, la sua casa è piena di <em>santuzzi</em>, crocifissi e messali. Nel salotto buono <strong>troneggia una bibbia</strong>: una di quelle enormi di simil-pelle e finto-oro, con decorazioni kitsch del capolettera. Tutt’attorno ci sono, appuntati su foglietti volanti, i passi che le “consigliano” di leggere, perché la bibbia non si può leggere a caso, altrimenti non si capisce.</p>
<p><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/10/1885-Natura-morta-con-Bibbia-aperta.jpg" alt="1885, Natura morta con Bibbia aperta" title="1885, Natura morta con Bibbia aperta" width="405" height="344" class="aligncenter size-full wp-image-296" /></p>
<p>E come ogni devota che si rispetti <strong>Maria Didìo fa proselitismo</strong>. Si impegna parecchio, la sua è quasi una (ossessione) missione; sta&#8217; sicuro che fra le prime dieci parole che rivolge ad un estraneo c’è dio o <em>signuruzzu</em>.<br />
 Di seguito uno scorcio di predicozzo:<br />
– Dobbiamo camminare sempre dritti davanti al signore! – occhi in alto – Perché secondo te chi è che ti fa svegliare la mattina?! – occhi dentro ai tuoi occhi – Chi è che ti dà la forza per affrontare i problemi? Chi è che ti dà la salute!!! Eh? Rispondi!– dita che avvinghiano il tuo braccio.</p>
<p><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/10/2GLORIOSO.jpg" alt="GLORIOSO" title="GLORIOSO" width="310" height="498" class="aligncenter size-full wp-image-297" /></p>
<p>Maria Didìo è serena, nonostante il suo tumore, i problemi al fegato di suo marito, e la disoccupazione del figlio sposato con figli. Guardandola verrebbe quasi da pensare che la religione non sia poi così dannosa, ma che anzi porti grandi vantaggi a chi ne fa uso. Maria Didìo vive in un mondo ordinato dove tutto ha un senso, dove c’è una direzione certa ed evidente. È un mondo perfetto, peccato che sia <strong>lievemente visionario</strong> e anni luce dalla realtà: i medici a cui si affida ciecamente non sono messi lì da dio – come lei crede – ma dal mafioso di turno, c’è una bella differenza.</p>
<p><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/10/800px-touched_by_his_noodly_appendage.jpg" alt="il dio spaghetto" title="il dio spaghetto" width="498" height="374" class="aligncenter size-full wp-image-298" /></p>
<p>E allora il dilemma è sempre quello: meglio una ottusa felicità o una spietata consapevolezza?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ossidia.it/2009/10/23/maria-didio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Zà Pippina</title>
		<link>http://www.ossidia.it/2009/02/10/za-pippina/</link>
		<comments>http://www.ossidia.it/2009/02/10/za-pippina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 19:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti di nonna]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Comiso]]></category>
		<category><![CDATA[fattura]]></category>
		<category><![CDATA[giovinezza]]></category>
		<category><![CDATA[maghi]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ossidia.it/?p=171</guid>
		<description><![CDATA[La faccia è una maschera tragica solcata da rughe profonde e concentriche: gli occhi piccoli e spenti dietro un enorme paio di occhiali che stentano a stargli sul naso sottile e appuntito; la bocca quasi priva di labbra sempre contratta &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2009/02/10/za-pippina/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La faccia è una maschera tragica solcata da rughe profonde e concentriche: gli occhi piccoli e spenti dietro un enorme paio di occhiali che stentano a stargli sul naso sottile e appuntito; la bocca quasi priva di labbra sempre contratta in smorfie varie di sofferenza; la pelle secca, pallida e appiccicata alle ossa, la prima cosa che noti guardando la sua figura: un <strong>mucchio d’ossa doloranti</strong> che si trascina dentro un vestito nero, che più che indossato sembra appeso ad un manico di scopa. Questo è il ritratto (generoso) della zia Pippina, la donna più angosciante ed angosciata che abbia mai incontrato in vita mia, un <em>memento mori</em> ambulante.</p>
<p><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/02/morte.jpg" alt="&quot;Tod und Leben&quot;, Klimt (particolare)" title="&quot;Tod und Leben&quot;, Klimt (particolare)" width="170" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-172" /></p>
<p>Da perfetta rappresentante della sua stirpe, i comisani, la zia Pippina è una donna che <strong>esterna tutte le sue emozioni fino allo spettacolo</strong>; così, nei momenti “normali” la vedrai lamentarsi e sospirare; in quelli tragici urlare, gemere, sbattere le mani ossute sulla gonna, e oscillare il busto a destra e sinistra o in avanti e indietro.<br />
Ma la zia Pippina non è sempre stata così. Sembra difficile a credersi, ma anche lei è stata una ragazzina con la testa piena di sogni e speranze, almeno fino al suo ventesimo anno di età, quando le si attaccò addosso <strong>un certo <em>male</em></strong> che non l’ha più abbandonata.</p>
<p><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/02/malata.jpg" alt="&quot;La bambina malata&quot;, Munch" title="&quot;La bambina malata&quot;, Munch" width="350" height="350" class="aligncenter size-full wp-image-173" /></p>
<p>Fu proprio a vent’anni che Pippina conobbe Biagio, un ragazzo alto e bruno che faceva il muratore. I due cominciarono a frequentarsi di nascosto: Pippina trovava una scusa qualunque per uscire di casa, senza dimenticare mai, ci mancherebbe, di portare con sé la sorellina Nunziatina (mia nonna); e Biagio la aspettava a casa di sua cognata, che abitava dall’altra parte della strada. Trascorrevano così lieti e spensierati pomeriggi lontani dagli occhi molto indiscreti dei comisani, e alla fine, appoggiati dalla sorella di Biagio che approvava questa unione, decisero di uscire allo scoperto e chiedere alla famiglia di lei il permesso di sposarsi. Mai l’avessero fatto: non appena i genitori di Pippina vennero a sapere che Biagio era figlio di un cameriere, vietarono categoricamente alla figlia di frequentare quel <strong>morto di fame</strong>. Le inculcarono questo divieto a colpi di sedia; e, davanti alle resistenze di Pippina, fu invocata persino l’autorità dello zio d’America.</p>
<p><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/02/comiso.jpg" alt="&quot;Comiso panoramica&quot;, Biagio Castilletti" title="&quot;Comiso panoramica&quot;, Biagio Castilletti" width="350" height="350" class="aligncenter size-full wp-image-174" /></p>
<p>Cominciò così per i due ragazzi un periodo di lontananza forzata, interrotto solo da fugaci incontri, lettere stucchevoli e pomeriggi passati a guardarsi da dietro i vetri delle finestre. Ma si sa, l’amore giovanile divampa all’improvviso e si spegne con la stessa velocità; e Biagio si dedicò presto a nuove avventure. Di lì a poco Pippina cadde malata di un male indefinibile che la faceva sentire molto debole e apatica, tanto da costringerla a letto per intere settimane. La famiglia e i conoscenti intuirono subito che quel male era collegato a Biagio e presto si diffuse l’idea che il ragazzo, per ripicca, avesse fatto una fattura a Pippina utilizzando un fazzoletto, un guanto, qualcosa appartenente alla ragazza. I genitori sentirono il parere di molti maghi finché non consultarono un fattucchiere molto stimato che confermò la <strong>teoria della fattura</strong>: essa non era mortale ma non si poteva sciogliere perché era stata buttata a mare. Fu così che Pippina non si riprese mai più dalla sua malattia.</p>
<p>P.S. Alla fine la zia Pippina sposò lo zio Paolino, un noto commerciante.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ossidia.it/2009/02/10/za-pippina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

