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	<title>Ossidia &#187; Ragusa</title>
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	<description>OssiDiAte</description>
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		<title>9 aprile 1921</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 18:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 9 aprile di novant&#8217;anni fa circa seicento persone &#8211; perlopiù braccianti e manovali, ma anche donne e bambini incuriositi dalla folla &#8211; riempivano piazza San Giovanni per ascoltare il comizio del deputato socialista Vincenzo Vacirca. L&#8217;onorevole cominciò il suo &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2011/04/13/9-aprile-1921/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 aprile di novant&#8217;anni fa circa seicento persone &#8211; perlopiù braccianti e manovali, ma anche donne e bambini incuriositi dalla folla &#8211; riempivano piazza San Giovanni per ascoltare il comizio del deputato socialista Vincenzo Vacirca. L&#8217;onorevole cominciò il suo discorso parlando del grave stato di miseria in cui versava la classe operaia, privata dei più basilari diritti in ambito lavorativo e già vessata dalla guerra appena passata.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/04/braccianti.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/04/braccianti.jpg" alt="" title="braccianti" width="500" height="330" class="aligncenter size-full wp-image-673" /></a></p>
<p>Insulti e invettive contro Vacirca cominciarono a provenire dalla parte superiore della piazza, dove si erano appostati alcuni fascisti. La tensione arrivò al culmine quando un pezzo della balaustra, a causa della forte pressione, si staccò e precipitò nella piazza sottostante; cominciarono allora gli spari sulla folla, la porta della Camera del Lavoro venne crivellata di colpi e la gente fuggiva in preda al panico. In pochi attimi la piazza si trasformò in un inferno: tutto quel sangue a Ragusa non si era mai visto. Il fascista Totò Giurato, che partecipò alla sparatoria, commenta così: «avvenne un rivoltarsi dei nemici e un fuggire rapidissimo verso i lati della vasta piazza dove, colpiti dal fitto fuoco, caddero una trentina di vittime socialiste due delle quali spirarono sul colpo mentre altre, gravemente ferite, rantolavano e cercavano di trascinarsi disperatamente nel sangue»<sup><a href="http://www.ossidia.it/2011/04/13/9-aprile-1921/#footnote_0_659" id="identifier_0_659" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="&amp;#8220;Una storia dimenticata&amp;#8221; tratto dal numero unico 9 aprile 1921, pubblicato a Ragusa il 25 aprile 2002.">1</a></sup>.<br />
I feriti furono più di sessanta; Rosario Occhipinti, Carmelo Vitale e Rosario Gurrieri persero la vita. Il giorno dopo i fascisti invasero il Municipio e devastarono le sedi del PCI e della Camera del Lavoro<sup><a href="http://www.ossidia.it/2011/04/13/9-aprile-1921/#footnote_1_659" id="identifier_1_659" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Leggete qui e qui.">2</a></sup>.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/04/lapide-e1302717674562.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2011/04/lapide-e1302717674562.jpg" alt="" title="lapide" width="300" height="450" class="aligncenter size-full wp-image-674" /></a></p>
<p><a href="http://www.sicilialibertaria.it/2011/03/08/9-aprile-1921-9-aprile-2011/">Il 9 aprile di quest&#8217;anno</a> a piazza San Giovanni era un giorno qualunque: i vecchi sulle panchine e  i bambini a giocare sotto il primo sole primaverile; davanti alla lapide che ricorda i caduti di quel giorno ormai dimenticato  &#8211; lapide voluta dal comitato anti-Pennavaria &#8211; eravamo una trentina di persone. Tra le risatine ironiche di qualche passante e l&#8217;indifferenza della piazza è stata ribadita l&#8217;importanza della memoria, del ricordo di una tragedia solo apparentemente lontana: oggi come novant&#8217;anni fa i valori democratici sono gravemente minacciati; oggi come ieri i braccianti e i manovali &#8211; non più italiani ma stranieri &#8211;  lavorano in condizioni di semi-schiavitù. Questo però è argomento di prossimi post.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_659" class="footnote">&#8220;Una storia dimenticata&#8221; tratto dal numero unico <em>9 aprile 1921</em>, pubblicato a Ragusa il 25 aprile 2002.</li><li id="footnote_1_659" class="footnote">Leggete <a href="http://www.ossidia.it/2009/11/11/ragusa-provincia/">qui</a> e <a href="http://www.ossidia.it/2010/01/09/ancora-su-pennavaria/">qui</a>.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Piove pipì</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 11:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un amico Appena tornata da Bologna, dove le coppie omosessuali passeggiano tranquillamente mano nella mano, apprendo con somma gioia che la mia città finisce su tutti i giornali per un episodio di discriminazione verso un ragazzo gay, non si &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/09/26/piove-pipi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Ad un amico</p>
<p>Appena tornata da Bologna, dove le coppie omosessuali passeggiano tranquillamente mano nella mano, apprendo con somma gioia che la mia città finisce su tutti i giornali per un episodio di<a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/cronache/ragusa/10542-buttano-secchio-pieno-d-urina-addosso-ad-un-omosessuale-denuncia-contro-ignoti.html"> discriminazione verso un ragazzo gay</a>, non si sa mai avessi dimenticato in che posto vivo.<br />
Il sindaco ha condannato l&#8217;accaduto considerandolo &#8220;un atto deprecabile e da biasimare con fermezza e determinazione&#8221;; ha  però subito  aggiunto che si tratta di un caso isolato, dato che Ragusa è una città per bene, e anzi ha avanzato l&#8217;ipotesi che si trattasse di gentaglia forestiera. Salta fuori insomma il solito capro espiatorio quando succedono cose spiacevoli a Ragusa: non è mai colpa dei ragusani &#8211; di vittoresi o catanesi semmai.<br />
E invece, caro Nello, stavolta si tratta proprio di cinque ventenni ragusani, che si sono giustificati dicendo &#8220;è stata solo una bravata, non volevamo offendere nessuno&#8221;, certo perché buttare un secchio di piscio addosso a uno ricoprendolo contemporaneamente di insulti non è un&#8217;offesa, è un invito all&#8217;amicizia!<br />
Il fenomeno non è da sottovalutare, Ragusa è talmente per bene da evitare di fornire ai suoi adolescenti i mezzi intellettuali per comprendere la diversità, si presenti questa sotto forma di omosessuale o di immigrato, così i ragazzi agiscono di pancia, seguendo l&#8217;istinto xenofobo tipico dell&#8217;animale sociale che disprezza tutto ciò che non appartiene alla normalità del suo  gruppo.<br />
Non si stupiscano dunque le famiglie borghesi di Ragusa se i loro figli allevati nella più pura integrità morale (cattolica) un bel giorno tornano a casa con una denuncia per violenza privata; parlare di omosessualità al proprio figlio non significa rischiare di farlo diventare gay ma aiutarlo a capire che c&#8217;è altro al di là del micro-mondo in cui vive.</p>
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		<title>Viva S. Agata</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 20:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raffaele Lombardo, il nostro amatissimo presidente della regione, eletto – non fa male ricordarlo – con quasi il 70% dei voti, la scorsa settimana ha sacrificato la festa della sua Patrona (di cui si riconosce devotissimo) per presenziare l&#8217;inaugurazione della &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raffaele Lombardo, il nostro amatissimo presidente della regione, eletto – non fa male ricordarlo  –  con quasi il 70% dei voti, la scorsa settimana ha sacrificato la festa della sua Patrona (di cui si riconosce devotissimo) per presenziare l&#8217;inaugurazione della nuova ala del Guzzardi, l&#8217;ospedale di Vittoria.<br />
 Come scrive il <a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/attualità/vittoria/8322-raffaele-lombardo-allinaugurazione-del-guzzardi-meno-posti-letto-per-una-sanita-di-qualita.html">Corriere di Ragusa</a>: “per un medico, nonché politico di alto rango, aprire un nuovo ospedale, è sempre evento sanitario d&#8217;eccezione e straordinario”.<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_0_388" id="identifier_0_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Mi piacerebbe sapere chi scrive i pezzi per questo giornale.">1</a></sup> </p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/02/lombardo-visita-ospedale.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2010/02/lombardo-visita-ospedale.jpg" alt="" title="lombardo visita ospedale" width="485" height="220" class="aligncenter size-full wp-image-397" /></a></p>
<p>Durante l&#8217;evento sanitario d&#8217;eccezione e straordinario, Lombardo s&#8217;è fatto i complimenti da solo per la sua scaltra politica in materia di sanità. Per ridurre le spese faraoniche<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_1_388" id="identifier_1_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="8.436000 euri solo nel 2008 fonte &amp;#8220;l&amp;#8217;Espresso&amp;#8221;">2</a></sup> del servizio sanitario siciliano, il saggio Raffaele ha pensato di cominciare risparmiando sui posti letto.<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_2_388" id="identifier_2_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Nella sola provincia di Ragusa ne sono saltati 72, fonte qui">3</a></sup>  “Chi ha detto che più posti letto fanno una buona sanità?” è stato il suo sbeffeggiante commento e poi come se non bastasse  ha aggiunto  <strong>“Che ne facciamo di tanti posti letto se la gente va a farsi curare al  nord o all&#8217;estero?”</strong><sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_3_388" id="identifier_3_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Fonte qui">4</a></sup><br />
 Giusto no? I siciliani preferiscono  l&#8217;estero quando si tratta di cure. Anche la mia vicina di casa novantenne, quando ha bisogno di un ricovero si prenota un volo per la Francia, per non parlare del mio dirimpettaio operaio padre di quattro figli. I reparti poi  sono semideserti, non si vedono pazienti manco a pagarli.<br />
Non c&#8217;è da preoccuparsi comunque, Lombardo ha promesso che quando avrà spremuto gli ospedali fino all&#8217;ultimo centesimo, quando il paziente dovrà portarsi da casa le lenzuola, la carta igienica e perché no anche il medico, comincerà a risparmiare anche sugli appalti e sugli stipendi del personale, che rappresentano <strong>solamente</strong> il 60% della spesa sanitaria.<sup><a href="http://www.ossidia.it/2010/02/10/viva-s-agata/#footnote_4_388" id="identifier_4_388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Stando ai dati del 2008, fonte &amp;#8220;l&amp;#8217;Espresso&amp;#8221;">5</a></sup></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_388" class="footnote">Mi piacerebbe sapere chi scrive i pezzi per questo giornale.</li><li id="footnote_1_388" class="footnote">8.436000 euri solo nel 2008 fonte &#8220;l&#8217;Espresso&#8221;</li><li id="footnote_2_388" class="footnote">Nella sola provincia di Ragusa ne sono saltati 72, fonte <a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/attualit%E0/ragusa/7612-sono-380-i-posti-letto-suddivisi.html">qui</a></li><li id="footnote_3_388" class="footnote"> Fonte <a href="http://www.corrierediragusa.it/articoli/attualit%E0/ragusa/7612-sono-380-i-posti-letto-suddivisi.html">qui</a></li><li id="footnote_4_388" class="footnote"> Stando ai dati del 2008, fonte &#8220;l&#8217;Espresso&#8221;</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Ragusa provincia&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 19:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ragusa è sempre stata una città di destra. Dall’alto del suo altopiano ha sempre guardato con aria di sufficienza le città che le stavano attorno: Modica, Comiso, Vittoria, Scicli; tutte città con una forte tradizione socialista; tutti paesi pervasi e &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2009/11/11/ragusa-provincia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragusa è sempre stata una città di destra. Dall’alto del suo altopiano ha sempre guardato con aria di sufficienza le città che le stavano attorno: Modica, Comiso, Vittoria, Scicli; tutte città con una forte tradizione socialista; tutti paesi pervasi e contaminati dalle utopie del popolino, dai sogni rivoluzionari dei contadini e degli operai. Ma Ragusa no, <strong>è sempre stata una città “per bene”</strong> dove a contare è l’idea del borghese, la volontà del ricco: prima i nobili, il clero e i latifondisti; adesso  l’alta borghesia dei Lions, e forse ancora il clero. Come ciò sia potuto accadere, come Ragusa sia diventata la <strong>pecora nera</strong> del territorio ibleo, non è facile capirlo. Certo è che questa fedeltà agli ideali di destra ha portato alla città parecchi vantaggi, non ultimo quello di diventare capoluogo di provincia.</p>
<p>L’episodio della nascita della provincia di Ragusa è magistralmente sintetizzato nel famoso (almeno dalle nostre parti) detto “ Rausa provincia e Muorica ‘sta mincia”.<br />
Modica era già stata capitale dell’omonima contea e, sotto i Borboni, capoluogo del Distretto della Valle di Siracusa.  Sembrava normale quindi che la nascita di una nuova provincia trovasse in Modica il capoluogo ideale. E invece nel 1926 è Ragusa a diventare capoluogo.</p>
<p><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/11/provole.JPG" alt="provole" title="provole" width="428" height="268" class="aligncenter size-full wp-image-320" /></p>
<p>Tutto cominciò nel lontano 1919, quando un ragazzino di 17 anni, Totò Giurato, tornò dall’esaltante esperienza di Fiume con la testa <strong>mangiata dagli ideali facisti</strong>, e decise di fondare a Ragusa il primo fascio di combattimento della Sicilia. Il movimento ebbe rapida presa fra i ragusani, dapprima solo tra i giovani, ma poi fu guardato con interesse anche dai proprietari terrieri e dagli appartenenti al circolo dei gentiluomini. Uno di loro, <strong>Filippo Pennavaria</strong>, entrò a far parte del movimento con tutti gli onori – dato che era il presidente della Banca Agricola Popolare di Ragusa, e che era disposto a finanziare lautamente il partito.<br />
<img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/11/Pennavaria-a-Ragusa1.JPG" alt="Pennavaria Filippo" title="Pennavaria Filippo" width="308" height="385" class="aligncenter size-full wp-image-322" /></p>
<p>In cambio delle sue caritatevoli donazioni Pippo –  così veniva chiamato dai camerati – si ritrovò ben presto alla guida del movimento. Iniziò così per il fascismo ragusano un periodo di intensa azione “politica” che aveva il chiaro scopo di <strong>ripulire la terra di Sicilia dalla “immonda feccia rossa”</strong>. Gli squadristi di Pennavaria disseminarono il terrore in tutta la provincia devastando le sedi socialiste, sparando tra la folla durante comizi e riunioni di protesta, defenestrando i sindaci socialisti. Un elenco dettagliato delle più celebri azioni dal ‘20 al ‘22 lo trovate nei commenti. (Leggetelo).</p>
<p>Mussolini non poté che gradire l’attività di Pennavaria e dei suoi mazzieri e nel 1924 scese in Sicilia per la sua prima visita alla città fedele. Venne accolto in pompa magna e parlò dalla cima della torre Littoria, costruita in piazza Impero (oggi piazza Libertà), dove fu incisa la scritta:<br />
<em>Fascismo ibleo Tu primo a sorgere nella generosa terra di Sicilia.</em></p>
<p><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2009/11/torre-littoria.jpg" alt="torre littoria" title="torre littoria" width="430" height="534" class="aligncenter size-full wp-image-323" /></p>
<p>La simpatia di Benito per Ragusa non si spiega semplicemente con la riconoscenza verso una città a lui fedele. Ciò che interessava al “grande statista” era il ruolo di controllo e contenimento che Ragusa poteva svolgere contro <strong>l’avanzata socialista nella Sicilia sud-orientale.</strong><br />
Fu così che Pennavaria, in riconoscimento dei suoi meriti, ottenne un titolo nobiliare e il sottosegretariato alle Comunicazioni, e Ragusa divenne capoluogo di provincia.</p>
<p>Ragusa è una città per bene e non dimentica i suoi benefattori: nel 2001 il sindaco Mimmo Arezzo –  sicuro di esaudire il desiderio della maggioranza dei ragusani – commissionò allo scultore Nunzio Dipasquale una statua di Pennavaria da esporre in bella mostra nel centro storico della città, così da <strong>ricevere gli onori perpetui della popolazione.</strong> Il Pennavaria bronzeo non l’ha ancora visto nessuno, si vocifera però che esista già: alto 7 metri e costato alle tasche del Comune 250 milioni di lire. Nessuno però sembra avere il coraggio di tirarlo via da quella imprecisata fonderia del nord in cui si troverebbe attualmente, forse perché si temono le reazioni dei comuni di Modica, Scicli e Vittoria che hanno accolto la notizia della statua con disgusto, e del comitato anti-statua sorto, con mia grande sorpresa, a Ragusa stessa. </p>
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		<title>Perversioni culinarie</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 19:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ossidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Pasqua si sa, è la festa del sangue e della carne, del corpo martoriato e immolato. La cucina pasquale non può certo essere da meno: ecco che allora la mia veranda si trasforma in una specie di tèmenos con &#8230; <a href="http://www.ossidia.it/2008/03/22/perversioni-culinarie/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Pasqua si sa, è la festa del sangue e  della carne, del corpo martoriato e immolato.</p>
<p><a href="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2008/03/cristo_alla_colonna1.jpg"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2008/03/cristo_alla_colonna1.jpg" alt="" title="cristo_alla_colonna" width="240" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-617" /></a><br />
La cucina pasquale non può certo essere da meno: ecco che allora la mia veranda si trasforma in una specie di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Temenos" target="_blank"><i>tèmenos</i></a> con tanto di: altare sacrificale (un tavolo di legno protetto da tovaglia di plastica a quadri blubianchi), sacerdote (mio padre e il suo ghigno compiaciuto ma un po&#8217; schifato) addetto allo smembramento e svisceramento dell&#8217;animale (un mezzo agnello), assistenti premurose, vago odore dolciastro e appiccicaticcio e pittoreschi coli di sangue.<br />
Ogni buon sacrificio prevede poi la spartizione e la consumazione delle carni dell&#8217;immolato (per gli antichi una delle poche occasioni per strafogarsi di carne, per i moderni una delle infinite occasioni per strafogarsi di carne): ecco che allora il ragusano ti inventa una ricetta golosa (perversa) per rendere più appetibili le interiora di agnello: i “turciniuna”<br />
Il <i>turciniune</i> è il prodotto di un assemblaggio di interiora (una sorta di involtino); gli ingredienti che lo compongono sono in ordine:</p>
<ul> <i>calia</i> (tessuto grassoso che riveste lo stomaco);<br />
panza;<br />
cuore;<br />
polmoni;<br />
fegato;<br />
cipolla, cacio, prezzemolo.</ul>
<p>Come spago per tenerlo chiuso si usa poi il budello (ci mancherebbe) che viene avvolto ripetutamente attorno al turciniune  (da qui il nome, penso).<br />
Se siete tanto curiosi (e avete lo stomaco forte) ho filmato il procedimento (clicca sull&#8217;immagine per vederlo).<br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=hcZHqIBLX3g" target="_blank" title="Turciniuna"><img src="http://www.ossidia.it/wp-content/uploads/2008/03/turciniuna1.jpg" alt="" title="turciniuna" width="320" height="240" class="aligncenter size-full wp-image-618" /></a><br />
Noto con dis<b>piacere</b> che la tradizione dei turciniuna sta perdendo colpi: sempre meno giovani apprezzano la pietanza, ma io non lascerò che questo accada: trasmetterò ai miei pronipoti la storia dei turciniuna, magari quando avranno voglia di un racconto terrificante.</p>
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